Gas, Germania alza ad "allarme" il livello del piano emergenza energia

Si tratta del secondo dei tre livelli. A causa dei tagli di Mosca ai rifornimenti tornano le centrali elettriche a carbone e l'ipotesi nucleare

Gas, Germania alza ad "allarme" il livello del piano emergenza energia

La Germania potenzia le sue misure di emergenza per garantire l'approvvigionamento di gas a fronte dei recenti tagli dei rifornimenti russi. Il prossimo 8 luglio Berlino innalzerà da preallerta ad allarme il livello del piano contro la crisi dell'energia. Si tratta del secondo dei tre livelli: preallerta, allarme, emergenza.

La prima fase non prevedeva ancora interventi e si caratterizzava come un periodo di monitoraggio della situazione. Gli esperti economici del governo avevano invitato i cittadini a consumare meno per ridurre la dipendenza dalle importazioni russe. Per risparmiare energia era stato proposto di usare il meno possibile l'auto, di usare i trasporti pubblici e di guidare più lentamente.

La seconda fase apre a una riorganizzazione delle risorse per risparmiare gas. E, con buona pace dei Verdi e delle promesse di eliminare il carbone entro il 2030, la prima mossa sarà quella di sfruttare di più proprio le centrali elettriche a carbone. Inoltre si doterà di terminali per il gas naturale liquefatto (Gnl). Un altro passo sarà mettere a punto un sistema di "asta" per vendere il gas al settore industriale. Tra le misure annunciate anche l'emissione di nuovi crediti dell'lstituto di Credito per la Ricostruzione tedesco (KfW) che dovrebbero garantire il riempimento dei giacimenti di gas. L'obiettivo è di assicurare gli impianti di stoccaggio per il prossimo inverno. Esclusi per ora razionamenti a famiglie e imprese, provvedimento che però potrebbe essere preso nel caso si entrasse nella terza fase del piano, quella dell'emergenza.

Secondo il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, la Germania "non deve seguire un approccio ideologico alla transizione energetica concentrandosi esclusivamente sull'idrogeno verde, generato da fonti rinnovabili". Per emanciparsi dalla dipendenza dal gas russo al più presto dovranno essere presi in considerazione anche l'idrogeno "blu e rosso", cioè quelli prodotti dal gas naturale e dall'energia nucleare, ha continuato il ministro. In particolare, per Lindner il nucleare non deve essere escluso dal dibattito per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di energia per la Germania.

Berlino dovrebbe completare il processo di denuclearizzazione entro la fine dell'anno. Ma per combattere la crisi dell'energia si potrebbe decidere di mantenere operativi gli ultimi tre impianti nucleari attivi nel Paese, se non di riattivare quelli spenti. Il ministro dell'Economia e della Protezione del clima tedesco, l'esponente dei Verdi Robert Habeck, ha escluso questa possibilità, ma la partita si dovrà giocare entro il prossimo inverno e dovrà tener conto delle richieste dei settori dell'economia e della politica, a cominciare dal Partito liberaldemocratico (Fdp).

Per di più la possibilità di uno stop totale delle forniture di gas dalla Russia sta diventando uno scenario concreto. A lanciare l'allarme è l'Agenzia internazionale dell'energia (Iea) che in un'intervista al Financial Times parla della strategia di Vladimir Putin per testare la tenuta dell'Europa. "L'Europa dovrebbe essere pronta nel caso in cui il flusso il gas russo fosse completamente interrotto", ha avvertito il direttore esecutivo dell'Agenzia, Faith Birol, aggiungendo: "Più ci avviciniamo all'inverno, più comprendiamo le intenzioni della Russia. Credo che i tagli siano orientati a evitare che l'Europa riempia i depositi con gli stoccaggi e ad aumentare la leva della Russia nei mesi invernali".

La Iea non esclude il ricorso a razionamenti di energia durante il prossimo inverno e parla anche delle centrali nucleari. I Paesi europei "dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di rinviarne la chiusura finché ci sono le condizioni di sicurezza".

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