Germania, ministro della Difesa accusato di "favoritismi"

Le ricostruzioni effettuate dai media sono state definite “fantasiose” dalla von der Leyen, ma i partiti di opposizione hanno subito invocato l’apertura di un’indagine parlamentare a carico del ministro

Il governo tedesco si è ritrovato in questi giorni al centro di uno “scandalo favoritismi”. Nel mirino dei media e dei partiti di opposizione è infatti finito un influente membro dell’esecutivo Merkel, ossia il ministro della Difesa Ursula von der Leyen. Costei è stata accusata di avere concluso “contratti milionari” con “società amiche”, in “palese violazione” della normativa nazionale sulla trasparenza.

Secondo la stampa tedesca, il ministero della Difesa, a partire dal 2015, avrebbe commissionato consulenze sempre alla stessa società: McKinsey & Company. Gli organi di informazione sostengono che alla base di tale “trattamento di favore” vi sarebbero “solidi legami di amicizia” tra la von der Leyen e i dirigenti del gruppo americano. Negli ultimi tre anni, il dicastero guidato dall’esponente della Cdu avrebbe complessivamente versato a tale società, quale compenso per l’attività di consulenza svolta, ben “390 milioni di euro”.

Un’altra accusa di “favoritismo” avanzata dai media a carico della von der Leyen attiene alla nomina, da parte di quest’ultima, di Katrin Suder, ex dipendente di McKinsey & Company, quale responsabile dell’Ufficio commesse militari del ministero della Difesa. La stampa sostiene che la scelta della Suder quale responsabile di tale unità organizzativa non sarebbe stata motivata dal possesso, da parte di costei, di “competenze tecniche” o di “meriti accademici”. Alla base della nomina non vi sarebbe stato nient’altro che un’“amicizia di lunga data” tra il ministro e l’ex dipendente del gruppo americano.

Le ricostruzioni effettuate dai media sono state subito definite “fantasiose” dal responsabile della Difesa. La von der Leyen ha infatti ribadito la “trasparenza” del proprio operato e ha assicurato di non avere mai avvantaggiato i propri “sodali”. L’esponente dell’esecutivo Merkel ha quindi assicurato di essere pronta ad “adire le vie legali” pur di difendere la propria onorabilità.

Tuttavia, all’indomani della pubblicazione delle inchieste giornalistiche a carico della von der Leyen, i gruppi politici di opposizione hanno subito esortato gli esponenti della maggioranza, ossia i membri di Cdu e Spd, a istituire una “commissione investigativa speciale”. Tramite un comunicato congiunto, i leader de I Verdi, de La Sinistra e del Partito liberale hanno presentato l’avvio di un’indagine parlamentare nei confronti dell’operato del ministro della Difesa come uno “strumento imprescindibile” per fare luce sul “modo in cui i rappresentanti delle istituzioni spendono i soldi dei cittadini”. Per il momento, i partiti di maggioranza non hanno ancora fornito una risposta ufficiale alla richiesta formulata dalle tre forze politiche anti-Merkel.

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