Global Compact, Marine Le Pen a Macron: "Non firmi, è tradimento"

Contro il Global Compact scende in campo anche Marine Le Pen. L'appello a Macron: "Firma sarebbe un atto di tradimento"

Global Compact, Marine Le Pen a Macron: "Non firmi, è tradimento"

Il Global Compact è un “atto di tradimento”. Così Marine Le Pen definisce il patto mondiale sulle migrazioni, mentre la protesta anti-governativa dei gilet gialli continua a tenere sotto scacco Parigi.

L’appello della leader del Rassemblement National al presidente francese Emmanuel Macron è quindi quello di non sottoscrivere l’accordo approvato dalle Nazioni Unite, dal quale si sono sfilati per ora diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Ungheria, Austria, Repubblica Ceca, Israele, Polonia, Slovacchia e Svizzera. La firma del patto è prevista per l’inizio della prossima settimana a Marrakech.

Il testo, secondo la Le Pen, citata dal quotidiano La Croix, rappresenterebbe "la prima pietra di un diritto dell'Uomo a migrare". Un tema, quello della crisi migratoria, che la leader nazionalista francese lega alla rivolta dei gilet gialli in corso nella capitale francese. "Non possiamo accogliere centinaia di migliaia di persone, senza avere alcuna influenza sull'equilibrio dei nostri bilanci sociali e dei nostri territori", ha detto Marine Le Pen durante una conferenza sul patto di Marrakech organizzata nella sede del suo partito, denunciando "la propaganda pro-migranti e la persecuzione di chi si oppone all'immigrazione".

La presidente del Rassemblement National ha poi annunciato che affronterà la questione del Global Compact sabato a Bruxelles in una riunione del partito nazionalista fiammingo Vlaams Belang, alla quale parteciperà anche il guru della comunicazione, Steve Bannon. Anche il Belgio, infatti, si divide sull’accordo. I nazionalisti fiamminghi di N-VA, nella coalizione di governo dall’ottobre 2014, hanno minacciato di far cadere l’esecutivo in caso di ratifica del patto sulle migrazioni. "Non sosteniamo un governo che vada a Marrakech", ha detto all’emittente televisiva francofona Rtbf il leader dell’alleanza fiamminga, Bart De Wever, sfidando pubblicamente il premier liberale Charles Michel, che al Palazzo di Vetro si era impegnato a sottoscrivere il documento di 25 pagine che dovrebbe essere approvato nella città marocchina.

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