Sri Lanka, 7 terroristi islamici. Ignorato l'allarme dei servizi

Secondo il portavoce del governo, gli attentatori farebbero parte di una rete internazionale. 24 le persone arrestate

Sri Lanka, 7 terroristi islamici. Ignorato l'allarme dei servizi

Sarebbero 7 i kamikaze che hanno colpito lo Sri Lanka nel giorno di Pasqua, con diversi attentati in chiese e hotel di lusso. Secondo quanto comunicato da uno degli investigatori, gran parte degli otto attentati sarebbero stati compiuti da una sola persola, salvo quello all'hotel Shangri-La, dove ad agire sarebbero stati due kamikaze. Per gli attacchi di ieri, nei quali 290 persone hanno perso la vita e 500 sono rimaste ferite, sono state arrestate almeno 24 persone.

Subito dopo gli attentati, il primo ministro dello Sri Lanka, Ranil Wickremesinghe, aveva condannato le azioni dei terroristi, garantendo che "il governo sta prendendo provvedimenti immediati per contenere questa situazione". Intanto, in tutto lo Sri Lanka era stato proclamato un coprifuoco nazionale, durato 12 ore, dalle 18:00 di ieri alle 6:00 di questa mattina, quando è stato revocato. Nelle ore successive, però, è stato imposto un nuovo coprifuoco, dalle 20:00 di questa sera, alle 4:00 di domani mattina. Rimangono ancora chiuse le scuole e la Borsa. Il portavoce del governo, durante una conferenza stampa, ha affermato: "Non crediamo che gli attacchi siano stati realizzati da persone di questo Paese. C'è una rete internazionale senza la quale questi attacchi sarebbero stati portati a termine". E dai Dipartimento degli Stati Uniti arriva un avviso, secondo il quale i gruppi terroristici stanno continuando a pianificare attentati in Sri Lanka, con località turistiche, centri commerciali, alberghi, aeroporti e chiese come possibili obiettivi: "I terroristi possono attaccare con poco o nessun preavviso", per questo è raccomandata la massima attenzione.

Nonostante l'ipotesi della presenza di una rete internazione, il governo ritiene che dietro gli attentati ci sia il gruppo estremista islamista locale, il National Thowheeth Jamàath (NTJ). Ora, gli inquirenti stanno indagando per cercare di capire se il gruppo locale abbia avuto vermanente un "supporto internazionale".

Gli attacchi di Pasqua sono stati i peggiori mai verificatisi contro i cristiani in Sri Lanka, dove rappresentano una minoranza: su 21 milioni di abitanti, solo il 7% è cristiano. Tra le vittime ci sarebbero anche almeno 37 stranieri, tra cui 3 indiani, 3 britannici, 2 turchi e un portoghese.

Intanto tra il governo e il presidente, che è anche ministro della Difesa, Maithripala Sirisena, la tensione è alle stelle: "Le autorità sono state avvertite due settimane prima degli attacchi e avevano anche i nomi degli aggressori, ma queste informazioni non sono state condivise con il primo ministro Wickremesinghe", ha denunciato il ministro della Salute, Rajitha Seranatne, citato dal Guardian. Sembra che il capo della polizia dello Sri Lanka avesse emesso un avverimento, l'11 aprile, con il quale dichiarava che "un'agenzia di intelligence straniera" aveva riferito circa la pianificazione di attacchi contro le chiese da parte del gruppo estremista locale.

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