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I patrimoni immateriali culturali nelle mani dei giovani: la storia di Liangjia Ziyu

A 15 anni si è iscritto all’Associazione degli artisti folcloristici di Beijing come un membro potenziale ed è stato selezionato nel 2021 tra i Focus 30 Under in Cina. Liangjia Ziyu è un esempio per i giovani

I patrimoni immateriali culturali nelle mani dei giovani: la storia di Liangjia Ziyu

“Potresti fare un’altra scultura di pasta a forma di Bing Dwen Dwen? Ho due gemelli, se ne porto a casa solo una, sarà un grande problema!” Durante i Giochi olimpici invernali di quest’anno era molto popolare online il video clip che il Principe Alberto II di Monaco chiede due impasti a forma di Bing Dwen Dwen, dopo averne ammirato uno presso la Grande Sala del Popolo. Liangjia Ziyu, il giovane ventisettenne che ha preparato l’impasto per il Principe è l’erede di terza generazione di “Mianrenlang (Scultura di pasta Lang)”, patrimonio immateriale culturale di Beijing. Quando pensi che tutti gli eredi dei patrimoni immateriali culturali siano vecchi maestri, i giovani artigiani come Liangjia Ziyu sono già saliti sul palco e hanno iniziato le loro personali performance. La Gioventù con i suoi patrimoni immateriali fa scintille degne di ammirazione.

Si possono fare sculture con la pasta?

Farina di grano e farina di riso glutinoso sono gli ingredienti principali e, sotto le abili mani degli artigiani della scultura in pasta, si trasformano in animali, personali e paesaggi realistici. “Quando si parla di farina, molti amici stranieri pensano solo agli spaghetti e al pane e non pensano che si possano creare sculture di farina. Per me è la caratteristica più bella della scultura in pasta: ingredienti normali come farina, miele e sale, sono sufficienti per far vivere una scultura anche 100 anni. In questo modo si dimostra appieno la nostra saggezza dell’artigiano.” Come ha spiegato LangJia Ziyu, “Sfruttiamo la viscosità della farina, il sale la rende più consistente e con il miele le sculture sono più morbide come fossero pelle vera.” Il 7 giugno del 2008 la scultura in pasta (Mianrenlang) è stata inserita nella lista dei patrimoni culturali non materiali a livello nazionale. Il nonno di Langjia Ziyu, Lang Shao’an, è il creatore di Mianrenlang e anche il padre eccelle nel fare le sculture in pasta.

Langjia Ziyu ricorda che all’età di 3 anni, era affascinato dalla pasta che, nelle mani del padre, si trasformava in sculture. “Per me, fare la scultura in pasta è una tradizione familiare, un’abitudine piacevole.” All’età di 5 anni, ha iniziato di imparare ufficialmente quest’arte, diventando famoso dopo dieci anni con le sculture di “Fuwa”, le mascotte degli Giochi Olimpici 2008 di Beijing; l’anno seguente, solo all’età di 15 anni, si è iscritto all’Associazione degli artisti folcloristici di Beijing come un membro potenziale... Nel 2021 è stato anche selezionato tra i Focus 30 Under in Cina (300 trentenni scelti tra 10 settori).

Da giovane Liangjia Ziyu era già nella prima fila degli scultori in pasta. Dopo la laurea conseguita all'Università di Beijing, Liangjia Ziyu, ha scelto di proseguire con questa eredità, considerandola come la sua carriera per tutta la vita. È diventato così la terza generazione degli eredi. Quando ha studiato all’università ha aperto uno studio per far conoscere quest’arte attraverso i mass media con brevi video. “Sono sempre di fretta e non ho pazienza, ma per fare queste sculture bisogna essere pazienti e concreti. Sono molto contento di aver trovato un lavoro a cui dedicarmi con impegno per tutta la vita quando sono giovane.”

Non ci sono patrimoni immateriali non di moda, ci sono solo eredi obsoleti

Nonostante ci siano eredi giovani nati dopo l’anno 1995, esiste ancora un grave problema di “rottura generazionale” nell’ereditare i patrimoni. Secondo l’indagine, a Beijing l’età media degli eredi dei patrimoni culturali immateriali è superiore ai 60 anni, dimostrando la tendenza all’invecchiamento. Guardando l’intero paese, il Consiglio di Stato ha pubblicato successivamente negli anni 2006, 2008, 2011, 2014 e 2021 cinque liste di patrimoni culturali non materiali di livello nazionale, elencando i 1.557 progetti rappresentativi. Come dare una nuova vita a questi preziosi patrimoni tradizionali diventa una questione che tutti gli eredi devono risolvere. Seguendo questa carriera, LiangJia Ziyu ha notato che la sopravvivenza di molti artigianati tradizionali è spesso in pericolo. La sua speranza è quella di accorgersi preventivamente di questo eventuale pericolo, in modo da avere il tempo per migliorare le cose, invece di ignorarle o lasciarle peggiorare. “Credo che per avvicinare le persone ai patrimoni culturali non materiali, sia necessario un atteggiamento semplice e aperto; dobbiamo tenere conto della cultura contemporanea. Se si vuole stare al passo con i tempi, bisogna sfruttare i nuovi mezzi di comunicazione.”

Secondo Liangjia Ziyu, la nuova era del patrimonio immateriale richiede una combinazione di cultura tradizionale e cultura popolare, locale e giovanile. A tal fine, ha compiuto una serie di tentativi positivi. Ha creato account pubblici su Wechat e Tik Tok cinese, mettendo sui social media i video per insegnare l’arte delle sculture in pasta. Ha anche lanciato prodotti creativi e kit fai-da-te a tema, permettendo a un numero sempre maggiore di persone di provare a fare le sculture di pasta a casa. Ha organizzato anche regolarmente attività didattiche offline, aiutando i giovani a conoscere meglio quest’arte. Tramite questi metodi vivaci, spera di avvicinare la cultura tradizionale ai giovani e di mostrare il lato interessante della tradizione. “Spero che i giovani cinesi considerino le tradizioni culturali cinesi alla moda e cool”, ha detto Liangjia Ziyu. In questi anni, lo stile della scultura di Liangjia Ziyu è cambiato molto. Da scopiazzatura di immagini IP a incorporazione di un pensiero più proprio e a diffusione di un fenomeno sociale, egli offre una prospettiva nuova alla produzione di Mianrenlang. “I tempi cambiano, le opinioni delle persone sulle cose cambiano; un processo creativo consiste nel vedere il nuovo mondo con una nuova visione e una nuova prospettiva.”

Nel processo di integrazione tra la cultura tradizionale e quella innovativa, Langjia Ziyu non si limita più a prendere spunto da miti e leggende, storie storiche e personaggi delle opere locali, ma sceglie sempre temi che interessano i giovani. Ma a prescindere da quanto sia innovativa la forma, c’è un principio che non può essere cambiato: occorre cogliere il nocciolo della tradizione per diffondere la cultura e le usanze tradizionali cinesi e mostrare la saggezza classica dei cinesi. “Noi cinesi dobbiamo appassionarci al nostro artigianato tradizionale. Spero di riuscire, grazie al mio impegno, a far sì che 100 persone possano conoscere la scultura in pasta, 10 amarla e 1-2 persone diventare abili nel riprodurla. In questo modo, il nostro artigianato tradizionale e la nostra cultura tradizionale potranno diffondersi ovunque.”

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