India, la promessa di Modi: via l'autonomia al Kashmir

A pochi giorni dalle elezioni, il premier Narendra Modi ha promesso di abolire lo status di autonomia speciale della regione a maggioranza musulmana del Kashmir

India, la promessa di Modi: via l'autonomia al Kashmir

A pochi giorni dalle imminenti elezioni generali indiane, le cui operazioni di voto si protrarranno dal prossimo 11 aprile fino al 19 maggio, il Primo Ministro uscente Narendra Modi è deciso a riconfermare la carica soffiando sul fuoco del nazionalismo e del centralismo statale. Durante un incontro pubblico svoltosi quest'oggi a Nuova Delhi per la presentazione del programma elettorale del Partito Popolare Indiano (Bharatiya Janata Party), il Premier Modi ha infatti annunciato che si adopererà al fine di cancellare dalla costituzione l'articolo 370, che definisce la condizione di autonomia speciale dello stato federale del Jammu e Kashmir, meglio noto col solo nome di Kashmir. In particolare, il partito di Modi ha nel corso degli anni puntato il dito contro l'emendamento 35 A della costituzione, che autorizza lo stato del Jammu e Kashmir a distinguere i suoi cittadini tra residenti permanenti e non permanenti, impedendo a questi ultimi l'esercizio di alcuni diritti tra cui quelli di acquistare beni immobili e di usufruire delle borse di studio concesse dalle scuole dello stato. Secondo Modi, che ha chiosato il suo intervento affermando: "il nazionalismo è la nostra ispirazione", questa forte condizione di autonomia speciale del Kashmir costituirebbe un ostacolo allo sviluppo economico dello stato , oltreché alla sua piena integrazione culturale all'interno della federazione indiana.

Nel programma del partito si può infatti leggere: "Negli ultimi cinque anni, abbiamo compiuto tutti gli sforzi necessari per assicurare la pace nel Jammu e Kashmir, attraverso azioni incisive e una politica decisa. Ci stiamo impegnando tutt'oggi a superare gli ostacoli verso lo sviluppo e a fornire risorse finanziarie adeguate a tutte le regioni dello Stato. Ribadiamo pertanto la nostra posizione, rimasta immutata dai tempi del Jan Sangh [il partito precursore del Bharatiya Janata Party ndr], riguardo l'abrogazione dell'Articolo 370". Oltre al tema dell'autonomia, il Bjp ha promesso che in caso di vittoria alle elezioni garantirà il ritorno in Kashmir della minoranza induista dei pandit, costretta a lasciare la regione negli anni '90 a seguito delle persecuzioni religiose compiute dagli integralisti islamici. Lo stato del Jammu e Kashmir è infatti l'unico di tutta la nazione ad essere a maggioranza musulmana, caratteristica che nei decenni seguenti l'indipendenza dell'India dall'Impero britannico ha favorito l'accendersi di pulsioni separatiste di cui ha spesso approfittato il confinante Pakistan, il quale da sempre rivendica il Kashmir come proprio territorio. A tal proposito, non si sono fatte attendere le dichiarazioni del Primo Ministro pakistano Imran Khan, che in merito alla proposta di Modi ha affermato:"L'abrogazione dell'articolo 370 della Costituzione indiana è una violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite. Non lo accetteremo in nessuna circostanza e non lo accetterà neanche la popolazione del Kashmir".

Pertanto, anche al fine di stabilizzare i rapporti di forza tra India e Pakistan, sfociati negli ultimi mesi in una pericolosa escalation che ha visto l'abbattimento di due caccia di Nuova Delhi da parte dell'esercito pakistano, il Primo Ministro Modi ha deciso di incentrare la sua campagna elettorale sul tema della sicurezza nazionale. Una strategia che secondo gli analisti starebbe premiando il partito del presidente, che tuttavia, pur raggiungendo il primo posto nei sondaggi, non riuscirebbe a confermare la maggioranza netta di 282 seggi su 545 conquistata sei anni fa. Critiche alla proposta di Modi arrivano invece dall'Indian National Congress di Rahul Gandhi, principale forza d'opposizione del Paese e alleato politico di numerosi movimenti regionali, che ha accusato il Premier di minare le tradizioni laiche dello stato con il suo nazionalismo di matrice induista.

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