Spunta l'accordo della Nato: "Non diamo queste armi a Kiev"

I paesi membri della Nato si sarebbero accordati informalmente per non fornire alcuni tipi di armamento all'Ucraina in modo da evitare il rischio di uno scontro fra la Russia e l'Alleanza Atlantica

Spunta l'accordo della Nato: "Non diamo queste armi a Kiev"

Un accordo informale tra i Paesi membri della Nato per non fornire alcuni tipi di armamenti all'Ucraina, in modo tale da scongiurare il rischio di uno scontro tra la Russia e la stessa Alleanza Atlantica. È questa l'indiscrezione lanciata dall'agenzia stampa tedesca Dpa e confermata da fonti diplomatiche Nato.

L'intesa della Nato

A detta di queste fonti anonime, l'intesa formale sarebbe stata rispettata anche per il timore che, in caso di rappresaglia russa, non vi sarebbe stato il pieno sostegno da parte dei membri dell'Alleanza. È per questo motivo, ad esempio, che lo scorso marzo la Polonia non ha fornito a Kiev i Mig 29 che sembravano davvero ad un passo dal varcare i confini di Varsavia, diretti come erano verso l'Ucraina.

Non è un caso, dunque, che i membri della Nato non abbiano fin qui fornito al governo guidato da Volodymyr Zelensky né aerei cacciatank di tipo occidentale. A ben vedere, ha sottolineato Dpa, i Paesi membri situati in est Europa hanno spedito a Kiev armi ed equipaggiamento risalente all'era sovietica. Niente, insomma, che potesse scatenare una pericolosissima reazione di Mosca.

La posizione dell'Alleanza Atlantica

Un portavoce della Nato, interrogato dall'agenzia stampa tedesca, ha preferito non commentare l'indiscrezione, spiegando però che ogni decisione sulla fornitura di armi viene presa dai singoli Stati membri. In ogni caso, le notizie del presunto accordo informale sono arrivate in un momento particolare, ossia mentre il governo tedesco del socialdemocratico Olaf Scholz è finito nell'occhio del ciclone e criticato per lo scarso invio di armi all'Ucraina.

Non solo: da giorni il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, sta ripetendo che il suo Paese intende acquisire veicoli da combattimento della fanteria tedesca Marder e idealmente anche i principali carri armati Leopard. "Ma non ci siamo nemmeno vicini, non ci siamo", ha detto in una conferenza stampa a margine del World Economic Forum di Davos. "Capiamo che è più difficile per la Germania che per gli altri, quindi abbiamo deciso di seguire questo sviluppo con pazienza strategica", ha quindi chiarito Kuleba, aggiungendo di non riuscire a capire perché per Berlino sia così complicato vendere quel tipo di armi. "Se non avremo tutte le armi pesanti di cui necessitiamo saremo uccisi dai russi", ha quindi concluso il ministro ucraino.

Nel frattempo vale la pena ricordare che, la scorsa domenica, il sottosegretario tedesco alla Difesa, Siemtje Moeller, aveva detto all'emittente Zdf che in seno alla Nato era stato convenuto di non inviare a Kiev veicoli di fanteria o tank occidentali. Il capogruppo Spd al Bundestag, Wolfgang Hellmich, ha invece commentato la notizia della Dpa dicendo che la commissione Difesa ne era stata informata a metà maggio. A riguardo, ha spiegato, la Nato non ha preso decisioni formali perché sono gli Stati membri, non l'Alleanza a fornire armi. Tutti hanno rispettato l'accordo e "chi dice diversamente o non ha ascoltato bene o consapevolmente non dice la verità". Già ai primi di maggio, Hellmich aveva riferito che la Nato aveva deciso "di non fornire tank pesanti da battaglia, nessun Leclerc o Leopard".

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