Legge contro l'omofobia: passa la consultazione in Svizzera

I cittadini della Svizzera chiamati alle urne per esprimersi sull'introduzione del reato di omofobia. Il via libera passa col 62%

Legge contro l'omofobia: passa la consultazione in Svizzera

La legislazione europea sull'omofobia tende ormai all'omogeneizzazione. La Svizzera si prepara ad accogliere una piccola ma significativa modifica del Codice Penale, che è passata attraverso una consultazione referendaria e che serve ad introdurre nel sistema giuridico elvetico una nuova fattispecie: quella appunto che dispone attorno agli atteggiamenti discriminatori messi in campo ai danni delle persone omosessuali, punendo certe azioni.

L'omofobia, insomma, sta diventando un vero e proprio reato riconosciuto in tutto il territorio continentale. I risultati del voto devono ancora essere ufficializzati ma, stando a quanto riportato poco fa dall'Agi, il 62% degli svizzeri si sarebbe espresso in modo favorevole, dando l'ok all'estensione dei casi in cui bisogna tenere conto delle normative anti-discriminatorie sul piano penale. Mentre scriviamo, peraltro, la distanza tra i due fronti elettorali sembra leggermente ridursi: TvSvizzera.it racconta di un 57.2% che sta prevalendo sul numero dei contrari alla novità. Questi ultimi si stanno attestando attorno al 42%. Cambia davvero poco: non dovrebbero comunque sorgere problemi sull'esito della consultazione, che a questo punto dello spoglio appare abbastanza scontata. Vale la pena sottolineare come, sempre nella giornata odierna, la Svizzera sia stata chiamata alle urne anche per via di alcune tornate suppletive, oltre che per avallare o no la bontà di una "iniziativa popolare" sulle politiche abitative. Ma è chiaro come la partita più simbolica sia quella che si sta giocando attorno alla modifica del Codice Penale.

La politica si è divisa sul tema dell'omofobia. Tutto, però, suggerisce come tra qualche settimana le persone che "attaccheranno", "insulteranno" ed "escluderanno" sulla base dell'identità sessuale possano essere messe sotto osservazione dal punto di vista giudiziario.