La leggenda e la Fenice di giada di Fuhao

Questa fenice in giada, dal profilo elegante e dalla postura carica di fascino, appartiene a Fuhao, moglie del re Wuding della dinastina Shang

Nello “Shiji” (Memorie di uno storico, testo di storiografia scritto tra il secondo e il primo secolo avanti Cristo, che raccontava la storia della Cina a partire dal 2600 a.c. ) si legge che Yinqi è il discendente della fenice, e che la dinastia Yinshang era il regno degli uomini. Questa fenice in giada, dal profilo elegante e dalla postura carica di fascino, che guarda all’indietro girandosi elegantemente su un fianco, appartiene a Fuhao, moglie del re Wuding della dinastina Shang.

Dalla tomba di Fuhao, a Yinxu, sono stati portati alla luce molti draghi in giada ma solo una fenice scolpita in questa pietra. È possibile che Fuhao fosse la donna più famosa del suo tempo: tra i 10 mila pezzi di guscio di tartaruga rinvenuti a Yinxu, nella città di Anyang, più di 200 fanno riferimento a lei, e i testi incisi parlano di spedizioni militari, nascite, malattie e domande sulla situazione dopo la sua morte. La tomba di Fuhao presenta un ricco corredo funerario: 755 pezzi di giada, 499 spilloni in osso per capelli, specchi di bronzo e pettini di osso. Ci sono anche bellissime coppe in avorio e coltelli di osso per incisioni, pietre turchesi, malachiti, perle di agata e altre pietre preziose di vari colori, e numerosi piccoli e graziosi oggetti di pietra, dai quali è possibile percepire la figura di una donna amante della bellezza e che presta attenzione alla qualità di vita quotidiana, elegante e graziosa come questa fenice in giada. Fuhao era l’amata moglie del re, e un corredo funerario del genere probabilmente non sorprende. Ciò che è realmente sorprendente è che nella tomba di Fuhao sono stati rinvenuti oggetti non presenti nelle tombe di altre imperatrici e concubine di tutte le dinastie, come ad esempio diverse centinaia di armi in bronzo e una serie di vasi sacrificali, tra cui l’oggetto più importante è il grande Yue che simboleggia il potere militare di un paese, con l’epigrafe “Fuhao”.

Evidentemente questa regina non era una donna debole che abitava nell’harem imperiale, ma prendeva parte anche ai principali affari dello Stato, occupando un posto nella società patriarcale grazie alla propria forza. Era una brava guerriera e presiedeva spesso dei grandi riti sacrificali. Possedeva inoltre dei propri feudi, e grazie alla sua indipendenza economica, poté rendere omaggio alla famiglia reale Shang. Wuding fu un sovrano illuminato e zelante che visse a metà della dinastia Shang. Il periodo del suo regno è conosciuto anche col nome di “Rinascita Wuding”. Il dominio della sua dinastia si estese sulla Cina centrale e continuò ad espandersi, e non è un’esagerazione affermare che la metà del territorio fu conquistato da Fuhao. In qualità di regina e comandante in capo dell’esercito ottenne il rispetto di tutti, e grazie alla propria saggezza e forza, riuscì a caricarsi sulle spalle il destino della sua patria solida come il bronzo. Nella vita quotidiana, in qualità di regina e madre, diede alla luce e allevò i figli del re. La figura di Fuhao è graziosa come la giada. La sua “doppia bellezza”, che le consente di essere allo stesso tempo elegante e forte, rappresenta un perfetto esempio di femminilità. Consorte, intima amica e compagna d’armi, la sua morte a soli 33 anni addolorò molto il re Wuding, che la seppellì nei pressi del palazzo dove svolgeva gli affari amministrativi e fece costruire una sala delle offerte a lei dedicata con il nome postumo di “Mu Xin Zong”. In questo modo consentì a sé stesso e alle future generazioni di onorare la memoria della regina e di offrirle sacrifici. Anche i suoi figli e gli appartenenti ad altri clan hanno seppellito nella sua tomba come offerta moltissimi oggetti preziosi, tra cui più di 6800 conchiglie di ciprea, moneta dell’epoca.

Un corredo funerario così ricco ha lasciato in eredità un patrimonio culturale altrettanto ricco. La tomba di Fuhao, costruita al di fuori della zona del cimitero reale, è fortunatamente l’unica tomba reale del periodo Shang ritrovata intatta. Gli abbondanti ideogrammi e corredi funerari ci consentono di conoscere questa donna leggendaria di 3000 anni fa, particolarmente lodata dai posteri per la sua indipendenza e nobiltà.

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