L'ex dittatore egiziano Hosni Mubarak è morto

Hosni Mubarak, il “faraone” dell’Egitto dell’Età Contemporanea, è morto oggi. Il suo "regno" è durato quasi 30 anni e si è concluso solo nel 2011, dopo le proteste di piazza Tahrir

Hosni Mubarak, il “faraone” dell’Egitto dell’Età Contemporanea, è morto oggi all’età di 91 anni, dopo aver ‘regnato’ sul suo Paese per quasi trent’anni e aver perso “lo scettro” solo con la rivoluzione del 2011.

La carriera militare di Hosni Mubarak

Nato nel 1928 in una famiglia dell’alta borghesia che lo avvia alla carriera militare. Nel 1949 frequenta l'Accademia militare nazionale e, poi, l’anno successivo entra nell'Accademia aeronautica e completa il suo addestramento nell’Unione Sovietica. Dopo la sconfitta nella Guerra dei Sei Giorni del 1967, gli viene affidato il compito di modernizzare le forze aeree e nel 1972 viene nominato Comandante delle Forze Aeree Egiziane e viceministro della Guerra. L’anno seguente contribuisce alla vittoria dell’Egitto nella guerra dello Yom Kippur contro Israele e viene promosso al rango di Maresciallo dell'Aria. Nel ’75 diventa vicepresidente dell'Egitto e, nel 1978, assume la vicepresidenza del Partito Nazionale Democratico (NDP). Nel 1979 l’allora presidente Sadat firma a Camp David l’accordo di pace con Israele e, dopo soli due anni, viene assassinato dai fondamentalisti islamici.

I trent'anni di Mubarak alla guida dell'Egitto

Nel 1981, quindi, Mubarak prende la guida del NDP e diventa il quarto Presidente della Repubblica Araba d'Egitto, sfuggendo a ben sei tentati omicidi nell’arco del suo trentennio di potere. Nel corso di tutti questi anni, proprio a seguito dell’omicidio di Sadat, mantiene in vigore la legge marziale così da controllare sia la stampa sia le opposizioni politiche. Tale decisione In politica interna sostiene il capitalismo e avvia un processo di privatizzazione ma non riesce a risollevare l’economia egiziana che, nel suo 30ennio di governo, nonostante i passi avanti, continua ad arrancare. In politica estera, invece, come successore di Sadat, si adopera per la pace tra palestinesi e israeliani ma nel 1989 fa rientrare l’Egitto nella Lega Araba. Per buona parte del suo ‘regno’ Mubarak gode di un rapporto speciale con gli Stati Uniti tanto che, nel 1991, sostiene la guerra contro l’Iraq di Saddam Hussein che aveva invaso il Kuwait. Dopo l’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001 Mubarak si schiera con gli Usa e condanna con forza il fondamentalismo islamico di Al Qaeda e del suo leader, Osama Bin Laden. Due anni dopo, però, l'Egitto sceglie di non partecipare alla Seconda guerra del Golfo contro il regime di Saddam.

Nel ’93 e nel ’99 viene rieletto per la terza volta e quarta volta tramite referendum, mentre nel 2005 si svolgono le prime elezioni libere con più candidati. Elezioni che Mubarak, ovviamente, stravince. In questi anni il presidente egiziano consolida anche il potere economico e finanziario suo e della sua famiglia. Secondo il Guardian, il patrimonio di Hosni sarebbe stato di 17 miliardi, quello della moglie Suzanne 5 miliardi e, infine, il secondogenito Gamal pare detenesse 10 miliardi. Oltre ad avere azioni in varie società immobiliari e soldi custoditi in banche svizzere, possedeva anche due yacht dal valore complessivo di 80 milioni di dollari.

Le primavera araba in Egitto e la fine del regime di Mubarak

Il 2011 è l’anno delle cosiddette ‘primavere arabe’ che coinvolgono tutto il Nord Africa e parte del Medio Oriente. In Egitto, dopo oltre due settimane di proteste, Mubarak comunica che intende togliere lo stato d’emergenza non appena la situazione lo permetterà. L’onda delle proteste di Piazza Tahrir, però, lo travolge e l’11 febbraio Mubarak è costretto a dare le dimissioni. Lasciato il palazzo presidenziale, fugge verso la sua residenza di Sharm el-Sheikh, dal momento che non era sua intenzione espatriare. In aprile viene stabilito che resti in carcere per due settimane con le accuse di corruzione e appropriazione indebita ma, dopo poche ore, viene trasportato in ospedale per problemi di salute. L’ormai ex presidente d’Egitto, venuto a conoscenza dell’arresto di suo figlio e della moglie, ha un secondo attacco di cuore in poche ore da cui si salva. Nel giugno 2012, invece, viene stato condannato all'ergastolo per avere ordinato di sparare sui manifestanti durante le proteste di Piazza Tahrir e aver, quindi, organizzato l’uccisione di centinaia di persone. Questa sentenza però viene annullata dalla Corte di Cassazione e per Hosni si apre un nuovo processo, mentre i suoi figli vengono assolti dall’accusa di corruzione. Nel 2013 Mubarak va prima agli arresti domiciliari e, poi, rais viene condannato a tre anni di carcere per appropriazione indebita di fondi pubblici. L’anno successivo l’ex ‘Faraone’ e gli altri esponenti del governo coinvolti, accusati insieme a lui di omicidio e corruzione, vengono assolti. Dopo un nuovo ricorso della Procura, la Cassazione egiziana, nel marzo 2017, dichiara innocente l’ex presidente che si era presentato in tribunale in sedia a rotelle. Mubarak, dopo aver continuato a soggiornare per qualche tempo nell'ospedale militare di Maadi, dove stava scontando la pena per corruzione, ha trascorso l’ultimo scampolo della sua vita in una residenza privata.

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Commenti
Ritratto di sepen

sepen

Mer, 26/02/2020 - 10:54

Vittoria dell'Egitto nella guerra dello Yom Kippur???Ma che film avete visto? La guerra del 73 fu una sconfitta militare senza appello, seppur meno clamorosa di quella del 67. Non si risolse in un disastro solo perché Kissinger mise a segno il capolavoro diplomatico del secolo: propose ad egiziani e giordani di fermare Israele a patto che loro tagliassero i ponti con Mosca (che fino ad allora li aveva riforniti di armi, peraltro scadenti). Questi accettarono e la guerra finì. Ma se Israele avesse avuto mano libera sarebbe finita malissimo...

maricap

Mer, 26/02/2020 - 10:56

"L’anno seguente contribuisce alla vittoria dell’Egitto nella guerra dello Yom Kippur contro Israele e viene promosso al rango di Maresciallo dell'Aria." Ahahah caro il giornalista, la tua affermazione fa scompisciare dalle risate. Infatti, il 6 di ottobre 1973, Egitto e Siria attaccano all'improvviso, i primi attraversando il Canale di Suez e gli altri con i carrarmati nel Golan. La Russia gli aveva fornito tutto il necessario per la vittoria, ma solo le prime 24/48 ore sono a loro favorevoli. Sul Golan, nella lotta tra carrarmati, di quelli siriani si salvano solo quei pochi che hanno fatto in tempo a darsi alla fuga, evitando il confronto con l'avversario, che avanzando arriva a 35 chilometri dalla capitale nemica, ed ora può spostare parte delle sue forze armate sull'altro fronte. Segue

maricap

Mer, 26/02/2020 - 12:31

Parte seconda) Nel Sinai i carrarmati di Sharon sfondano nel punto di congiunzione tra la seconda e la terza armata accerchiano quest'ultima, e utilizzando i ponti gettati dagli egiziani per l'attraversamento del canale, passano in territorio nemico. La veloce avanzata, fa si che le colonne dei rifornimenti per le truppe egiziane, costrette nel frattempo a trincerarsi nel deserto, si trovino ancor prima di attraversare i ponti improvvisamente di fronte ai carrarmati d'israele, che non gli concedono scampo. A quel punto sarà il deserto ad avere ragione dell'esercito egizio, trincerato nel suo bel mezzo, senza più acqua, cibo e munizioni, e sotto il fuoco dell'artiglieria israeliana, che potrebbe martellarlo dove, quando, e quanto vuole. Segue

maricap

Mer, 26/02/2020 - 12:35

Terza parte - Anche sul mare le cose non andarono bene alla coalizione araba. Nella battaglia di Latakia La Siria perse tutte e quattro che parteciparono allo scontro, (Un 4 a zero per israele) Mentre gli egiziani nella battaglia di Damietta , delle quattro navi buttate in battaglia, ne portano a casa solo una. (Tre a zero per Israele). A quel punto, Sadat vistosi perso, si rivolge all'ONU affiché faccia qualcosa. L' America che già avevano messo in allerta le proprie forze nucleari, dato che la Russia aveva formulato l'ipotesi di scendere in campo a fianco di chi aveva armato e addestrato, chiede ad Israele di interrompere le operazioni militari, e quest'ultimo, abtortum collum, dopo una iniziale resistenza accetta di incontrare il nemico. l'armistizio detto del chilometro 101, dato che li erano accampati i carrarmati israeliani. Segue

maricap

Mer, 26/02/2020 - 12:36

Parte 4) Si a soli cento e un chilometro da Il Cairo, che con quella presenza, non poteva più rifornire le truppe che aveva spedito nel deserto. Due anni dopo, proprio Sadat firma il trattato di pace con Israele, nel quale lo riconosce come Stato. Segue Però, nonostante l'ennesima batosta, gli egiziani festeggiano quell'evento Come "Festa dall'attraversamento" (del canale di Suez). Beh, contenti loro......