L'intervista al prof. Qiu Yunqing: "La ricetta per sconfiggere il Covid-19"

Il 18 marzo è arrivato a Milano il secondo gruppo di esperti cinesi nella lotta al Covid-19. Il capo della missione è il professor Qiu Yunqing: ecco i suoi consigli e le sue impressioni

Il numero totale dei casi confermati di Covid-19 in Italia ha superato quota 90mila. La situazione epidemica continua a essere tesa. E così il 18 marzo è arrivato a Milano il secondo gruppo di esperti cinesi nella lotta al nuovo coronavirus, inviato per affiancare il personale medico italiano.

Il 29 marzo, il prof. Qiu Yunqing, capo della missione e vice direttore del Primo Ospedale affiliato alla Scuola di Medicina dell’Università del Zhejiang, ha concesso una video-intervista a un nostro corrispondente del China Media Group, parlando del programma di lavoro settimanale del gruppo di esperti, degli ultimi progressi registrati negli scambi di informazioni sanitarie tra Italia e Cina e delle condizioni fisiche dei cinesi che vivono in Italia.

Subito dopo l’arrivo a Milano, il team di esperti cinesi ha iniziato a lavorare ordinatamente e con il massimo impegno. Durante l’intervista, il Prof. Qiu Yunqing ha riferito che dopo essere giunto nel capoluogo lombardo, i ritmi di lavoro sono divenuti molto serrati e sono proceduti essenzialmente in due direzioni: scambio di informazioni con l’assessorato al Welfare della regione Lombardia e visita alle strutture ospedaliere locali, alle comunità di quartiere e alle imprese in loco per condurre uno studio sul campo relativo alle misure da adottare per la prevenzione e il controllo dell’epidemia e per il trattamento dei pazienti.

Allo scopo di creare una comunicazione più diretta, efficiente e mirata al problema, nel corso dell’incontro con i responsabili dell’assessorato al Welfare e con gli esperti sanitari della regione Lombardia il team di medici cinesi ha proposto di suddividere il personale sanitario più esperto in due gruppi, uno dedicato esclusivamente al trattamento dei pazienti e l’altro alla prevenzione e al controllo dell’epidemia.

Nel corso delle discussioni con il gruppo per il trattamento dei pazienti, i medici di entrambe le parti hanno avuto un importante scambio di informazioni su vari argomenti tra cui quello del percorso terapeutico per i pazienti, delle modalità di consultazione e delle precauzioni da prendere sui tamponi per l’acido nucleico.

Si è discusso inoltre di vari altri temi: indicazioni e valori di rilevazione CT, istruzioni per la quarantena in casa e nelle strutture sanitarie, trattamento dei pazienti in condizioni gravi, capacità di ricovero nelle terapie intensive, utilizzo di glucocorticoidi e di farmaci antivirali, prevenzione e controllo delle infezioni nosocomiali.

Nell’ambito delle misure di profilassi e di risposta all’epidemia, il team di esperti cinesi ha proposto alla controparte italiana di intensificare gli investimenti nel personale e nelle strutture ospedaliere, intensificando le indagini epidemiologiche.

Il team di esperti cinesi ha inoltre visionato i risultati dei lavori condotti dalle comunità locali di quartiere per contrastare l’epidemia e ha ritenuto che esistono ancora fenomeni di assembramento, mentre diversi cittadini continuano a non portare le mascherine. Questi fattori rendono molto più difficile contenere il contagio da uomo a uomo.

A Bergamo i primi frutti dell'"esperienza cinese"

Il 20 marzo, la missione di medici cinesi è arrivata a Bergamo per visitare la principale struttura ospedaliera locale che al momento ospita il maggior numero di pazienti contagiati. Dopo essersi consultati con il personale ospedaliero, gli esperti cinesi si sono recati nelle aree di isolamento e sono entrati nel reparto malattie infettive per osservare la situazione terapeutica dei pazienti e le condizioni di lavoro dei colleghi italiani.

All’interno del reparto, gli esperti cinesi hanno potuto rendersi conto che la maggior parte dei medici italiani non indossava indumenti isolanti ma semplici abiti protettivi e che erano costretti a sostenere turni di lavoro estenuanti. Tutti i medici cinesi sono rimasti commossi nel vedere la dedizione dei colleghi italiani, sovraccarichi di lavoro mentre indossavano semplici protezioni ospedaliere.

Fuori dall’area di isolamento il team di esperti cinesi ha dialogato attivamente con l’ospedale sui metodi di prevenzione e controllo del contagio adottati dal personale medico e paramedico. Il capo del team, professor Qiu Yunqing, ha affermato: “Gli abbiamo dato consigli su come indossare gli indumenti protettivi e le mascherine, e su come installare tre differenti zone, con due canali di accesso, per prevenire il contagio dei medici e dei pazienti ricoverati nell’ospedale. Gli abbiamo dati diversi buoni consigli”.

Il 26 marzo il gruppo ha fatto ritorno in questa città e si è recato nuovamente all'Ospedale Giovanni XXIII per conoscere la situazione relativa allo sviluppo dell’epidemia in loco e ciò che concerne il trattamento clinico, nonché per donare materiale medico all'ospedale.

A quanto si è appreso, il numero dei pazienti affetti da Covid-19 ricoverati in ospedale è relativamente stabile, ma la situazione resta grave e le risorse mediche scarseggiano ancora. L'equipe cinese ha potuto constatare che al pronto soccorso il livello di protezione ha registrato grandi miglioramenti: le mascherine FFP3 hanno sostituito le mascherine chirurgiche per uso medico; il personale medico e paramedico indossa copricapi e occhiali protettivi; e la pelle nella porzione del collo non è più esposta direttamente.

Il gruppo di esperti è lieto che la consapevolezza dei colleghi italiani sul piano della protezione sia cresciuta e si rallegra per i primi frutti dell’"esperienza cinese".

La visita all'Ospedale Luigi Sacco di Milano

Il 23 marzo gli esperti cinesi si sono recati presso l’Ospedale Luigi Sacco di Milano. Si tratta dell'ospedale per le malattie infettive più grande e di più alto livello in Italia, un centro all’avanguardia anche oltre i confini nazionali.

L'ospedale ha diagnosticato il primo caso di Covid-19 in Italia ed è ora il centro per la ricerca e la profilassi del Covid-19 nel nord Italia. L'istituto ha condotto il team di esperti nelle varie aree della struttura ospedaliera, dal pronto soccorso al laboratorio P4 fino ai reparti dell’ospedale destinati ai soggetti contagiati, mostrando anche il percorso seguito dai pazienti che raggiungono la struttura per farsi visitare.

Negli scambi professionali, gli operatori dell'Ospedale Sacco, concentrandosi sul "Manuale di profilassi del Covid-19" fornito precedentemente dal gruppo di esperti cinesi, hanno chiesto agli ospiti di fornire all'ospedale suggerimenti specifici sulla base delle osservazioni effettuate in loco e dell’esperienza cinese.

Nel corso della sua intervista, il prof. Qiu Yunqing ha lodato particolarmente l'Ospedale Luigi Sacco: “I medici dell'ospedale Luigi Sacco lavorano in tranquillità non vi sono lamentele, e il loro morale è alto. Sono molto entusiasti del gruppo di esperti cinesi e si domandano come la Cina sia riuscita a controllare l'epidemia così rapidamente. Sono molto interessati al nostro piano di cura. Il lavoro di prevenzione e trattamento delle malattie infettive dell’Ospedale Sacco ci ha lasciato un’impressione profonda. Il livello delle cure mediche, il livello del coordinamento e la capacità di ricerca scientifica meritano di essere studiati”.

Chiudere il rubinetto

Oltre a un gran numero di forniture sanitarie, il team di esperti cinesi ha portato con sé in Italia anche le preziose esperienze maturate dalla Cina. Gli esperti cinesi hanno riconosciuto le misure di prevenzione e controllo adottate dal governo italiano, sottolineando al contempo che, solo limitando la mobilità delle persone, è possibile controllare al massimo la diffusione del virus.

Gestione e controllo efficaci sono la base e la chiave per controllare l’epidemia. La Cina è riuscita a controllare l’epidemia in un breve periodo di tempo, un aspetto molto importante è quello legato al controllo della fonte dell’infezione.

Il professor Qiu Yunqing ha affermato che, nella situazione attuale, che vede l’emergere di così tanti nuovi pazienti ogni giorno in Italia, la cosa più importante che possiamo fare è dare consigli alla parte italiana sotto il profilo delle misure politiche. Perché solo riducendo il numero di pazienti è possibile intraprendere al meglio l’intero lavoro di cura e trattamento.

La fonte dell’infezione, ha fatto capire il signor Qiu Yunqing è come un rubinetto. Solo se il rubinetto è ben chiuso, si otterrà un risultato positivo asciugando l’acqua. Senza chiudere il rubinetto, non è possibile asciugare l’acqua.

Utilizzare la rete

Visitando gli ospedali italiani, l'equipe cinese ha potuto appurare però come, in realtà, l’effettiva diffusione di queste esperienze sia piuttosto limitata. Ed è proprio al fine di trasmettere quanto più possibile le esperienze cinesi, e cooperare nella lotta comune contro il Covid-19, che gli ospiti hanno accettato l’invito degli esperti italiani a condividere con diverse strutture ospedaliere la loro esperienza tramite collegamento in videoconferenza.

Dopo aver condiviso a distanza la propria esperienza con i medici della Toscana, il 27 marzo la missione cinese ha organizzato una videoconferenza a sei sulla diagnosi e il trattamento dell’epidemia, a cui hanno preso parte 4 ospedali della Lombardia.

Durante questa conferenza, durata un’ora e mezza, gli esperti cinesi e italiani hanno avuto un approfondito scambio di esperienze, confrontandosi per elaborare insieme un piano efficace. Videoconferenze di questo tipo faranno sì che l’esperienza accumulata dai medici cinesi venga ampiamente ed efficacemente diffusa e che le modalità di collaborazione internazionale contro il Covid-19 diventino sempre più diversificate.

Servendosi della principale piattaforma di social network usata in Italia, la missione cinese ha aperto una propria pagina specifica su un gruppo Facebook in cui oltre 90 mila medici italiani si scambiano informazioni, sulla quale la missione cinese ha pubblicato contenuti e fotografie degli eventi, condividendo la propria esperienza con i medici italiani.

Nel frattempo, la missione ha pubblicato la versione italiana del "Manuale sulle esperienze cliniche contro il nuovo coronavirus" dell’Ospedale n.1 affiliato all’Istituto di Medicina dell’Università del Zhejiang, il quale ha suscitato grande interesse nel gruppo Facebook. Gli esperti cinesi hanno quindi risposto tempestivamente alle varie domande avanzate dai colleghi italiani.

Inoltre, il gruppo di esperti cinesi ha collaborato con il servizio italiano del China Media Group, registrando 8 episodi di "Combattere insieme l’epidemia - Sala della conoscenza dei medici cinesi inviati in Italia per contenere il contaggio" che sono stati pubblicati su numerose piattaforme multimediali, diventando subito un programma popolare sul tema della lotta contro il Covid-19 in Italia.

Tutelare i cinesi d'oltremare

Nei giorni successivi, la missione cinese ha organizzato una serie di collegamenti in diretta, seminari e conferenze rivolte ai cinesi d’oltremare, agli studenti cinesi che studiano in Italia e alle imprese cinesi che operano nel Belpaese. La missione ha inoltre fornito un servizio di consulenza professionale a distanza a tutti coloro i quali non hanno potuto prender parte agli incontri.

Il professor Qiu ha riferito che, su incarico del governo centrale e di quelli provinciali, la loro missione è anche quella di tutelare bene i cinesi d’oltremare. Il team di esperti ha rassicurato e tranquillizzato tutti loro, rispondendo in particolare ai molti dubbi inerenti la necessità o meno di rientrare in patria e quelli relativi alle misure di protezione da adottare.

La missione cinese ha saputo tranquillizzare i compatrioti cinesi e calmato la loro ansia, ma non solo. Ha anche creato delle solide basi di fiducia e determinazione per lottare contro il Covid-19. La missione degli esperti cinesi in Italia non ha soltanto condiviso le proprie conoscenze mediche ed esperienze, ma ha anche fatto sentire a tutti i cinesi che si trovano in Italia in questo momento l’amore della loro madrepatria.

Fiducia e coraggio

Durante quest’intervista il prof. Qiu Yunqing ha menzionato più volte la parola "fiducia". La fiducia viene dal governo italiano, dagli ospedali, dai medici generali, dagli infermieri e persino dai pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva di Bergamo. Hanno fiducia nel team di esperti cinesi e nell'esperienza, nelle misure, nella diagnosi e nel piano terapeutico della Cina.

È proprio questa fiducia che ha permesso al gruppo di esperti cinesi di andare su e giù per la Lombardia senza sosta ed entrare nei reparti di terapia intensiva, senza risparmiare sforzo alcuno per condividere la loro esperienza.

Riferendosi al fatto che il personale medico e paramedico italiano ha intrapreso un lavoro intenso senza indumenti protettivi, con indosso solo indumenti isolanti, il professor Qiu Yunqing ha manifestato la sua stima e la sua commozione ai medici italiani: “Coraggio, Italia!”.

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