M5S, scontro sugli sms di Di Maio. Grillo attacca: "Giornalisti killer"

Repubblica, Corriere e Messaggero pubblicano l'sms di Di Maio alla Raggi: "Marra è un servitore dello Stato". Ma manca una parte. Grillo: "La misura è colma"

M5S, scontro sugli sms di Di Maio. Grillo attacca: "Giornalisti killer"

È scontro aperto tra Beppe Grillo e la stampa. Sul banco degli imputati non c'è più soltanto Virginia Raggi. Repubblica, Corriere della Sera e Messaggero inchiodano Luigi Di Maio pubblicando un serie di sms per provare che ha mentito su Raffaele Marra, l'ex capo del personale del Campidoglio che, da cinquanta giorni, è rinchiuso al Regina Coeli perché accusato di corruzione. I messaggi, però, sarebbero stralci di conversazioni più ampie. Che il comico pubblica sul proprio blog per smentire le ricostruzioni.

Secondo la ricostruzione fornita da Repubblica, non sarebbe affatto vero che Di Maio incontrò Marra il 6 luglio 2016 nei suoi uffici alla Camera "per cacciarlo". Né sarebbe vero che è stata la Raggi a impedirne l'allontanamento. Sarebbe proprio il contrario. Il 10 agosto 2016, nel bel mezzo di uno scontro senza esclusioni di colpi tra i vertici del Movimento 5 Stelle che volevano la testa di Marra, Di Maio garantiva per lui. "È un servitore dello Stato - diceva alla Raggi - è uno dei miei". Questa versione sarebbe confermata da due chat telefoniche del 10 agosto 2016 che sono custodite nella memoria dello smartphone dello stesso Marra sequestrato al momento del suo arresto e di cui Repubblica è riuscita a fornire il contenuto.

In una delle due chat Marra si sfogherebbe con la Raggi. "Vorrei anche ricordarti che ho manifestato la mia disponibilità a riprendere l’aspettativa sin dal giorno in cui ho incontrato il vice presidente Di Maio a cui manifestai la mia disponibilità a presentare l’istanza qualora non fossi stato in grado di convincerlo, carte alla mano, sulla mia assoluta correttezza morale e professional - si legge su Repubblica - l'incontro, come sai, andò molto bene, tanto che lui mi disse di farmi dare da te i suoi numeri personali. Cosa che per correttezza non ho mai fatto. Pensavo che quell’incontro potesse rappresentare un punto di svolta. Evidentemente mi sbagliavo". Nella seconda chat, invece, sarebbe la Raggi a inoltrare a Marra un sms ricevuto da Di Maio. "Quanto alle ragioni di Marra, lui non si senta umiliato - avrebbe scritto il vicepresidente della Camera - è un servitore dello Stato. Sui miei, il Movimento fa accertamenti ogni mese. L’importante è non trovare nulla". Parole che, da quel momento, rimangono nella memoria dello smartphone di Marra che è stato sequestrato al momento dell'arresto.

Oltre che da Repubblica, la notizia viene riportata anche da Corriere e Messaggero. La versione online del Fatto Quotidiano parla subito di bufala montata ad hoc dalla stampa per attaccare Di Maio e i Cinque Stelle. Subito dopo il blog di Grillo pubblica l'intero sms tra la Raggi e il vicepresidente delle Camera (guarda qui). Una conversazione in cui Di Maio sconsiglia alla Raggi la nomina di Marra e smentisce in parte la dinamica dell'incontro con quello che sarebbe diventato il capo del personale: "Pignatone cosa ti ha detto dopo che gli hai inoltrato il suo nominativo?", chiede il deputato M5S. "In ogni caso nella riunione con me, Marra non mi ha mai chiesto se andare in aspettativa o meno. Semplicemente mi ha raccontato i fatti. Io l’ho ascoltato. Perché tu me lo avevi chiesto. Sono rimasto a tua disposizione non sua. E penso che nel gabinetto non possa stare, perché ci eravamo accordati così". E al sindaco che replicava di essere in attesa delle verifiche da parte della procura, Di Maio risponde: "Quanto alle ragioni di Marra aspettiamo Pignatone. Poi insieme allo staff decidete/decidiamo. Lui non si senta umiliato. È un servitore dello Stato. Sui miei il Movimento fa accertamenti ogni mese. L’importante è non trovare nulla".

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