Macedonia, tensioni al confine: lacrimogeni contro gli immigrati

Migliaia di clandestini cercano di attraversare la frontiera per raggiungere a nord la zona Schengen. Interviene l'esercito. Scontri al confine con la Grecia: accoltellato un polziotto

Macedonia, tensioni al confine: lacrimogeni contro gli immigrati

Sale la tensione lungo il confine macedone. La polizia ha iniziato a usare i lacrimogeni per disperdere migliaia di immigrati che, bloccati in una terra di nessuno al confine con la Grecia, premono per entrare nel Paese. La misura è stata presa all'indomani della decisione del governo di Skopje di dichiarare lo stato d’emergenza ai confini meridionali e settentrionali di fronte al flusso crescente di clandestini che cercano di attraversare la frontiera per raggiungere a nord la zona Schengen. Nelle operazioni di contenimento è stato coinvolto anche l’esercito chiamato a garantire la sicurezza dei cittadini e ad affrontare il gran numero di richiedenti asilo.

Critica in particolare la situazione a Gevgelija. Qui i clandestini in arrivo dalla Grecia si ammassano, da giorni, per provare a salire su affollatissimi treni diretti verso la Serbia, da cui sperano poi di raggiungere l’Ungheria, quindi l'Unione europee. Finiti i vagoni a disposizione per trasferirli, tuttavia, il governo di Skopje ha già più volte richiesto ai Paesi vicini un aiuto davanti a una situazione definita "allarmante". Scene di degrado non troppo diverse da quelle viste a Calais, dove gli immigrati tentano di nascondersi a bordo di navette ferroviarie e camion in viaggio verso la Gran Bretagna. Per far fronte a questa emergenza il governo di Skopje ha, quindi, deciso di rafforzare la sicurezza interna impiegando anche l'esercito. "Questa misura - ha spiegato il portavoce della polizia macedone Ivo Kotevksi - viene messa in atto per la sicurezza dei cittadini che vivono nell’area di confine e per un migliore trattamento dei migranti". Le forze dell’ordine hanno così iniziato a intensificare i pattugliamenti dei 50 chilometri di frontiera tra Grecia e Macedonia, nel tentativo di fermare il "massiccio" afflusso di immigrati nell’ex repubblica jugoslava, dove nel solo mese di luglio sono stati registrati oltre 39mila disperati in transito, il doppio rispetto al mese prima.

Con i primi scontri arrivano anche i primi feriti. Un agente delle forze dell'ordine è stato accoltellato da un immigrato, mentre un clandestino è stato trovato sanguinante probabilmente a causa delle schegge di una granata stordente lanciata dalla polizia direttamente tra la folla. "Non so perché ci stanno facendo questo - ha detto Mohammad Wahid, un iracheno - non ho un passaporto né documenti di identità. Non posso tornare e non so dove andare. Rimarrò qui fino alla fine". In tutto sarebbero almeno otto i feriti. Ma il bilancio è destinato a peggiorare.

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