Papa Francesco: "In Medioriente due Stati per Palestina e Israele"

Il Santo Padre denuncia: "Stanno dilagando fondamentalismo e terrorismo, la violenza origina dal rifiuto dell'altro". Poi lancia un appello ai leader islamici: "Condannino ogni violenza"

Papa Francesco: "In Medioriente due Stati per Palestina e Israele"

Dal terrorismo islamico alla creazione di due Stati per Israele e Palestina. E ancora: la crisi in Ucraina. Nel discorso al Corpo diplomatico Papa Francesco entra a gamba tesa nella politica estera mondiale in un momento, dopo la mattanza al settimanale satirico Charlie Hebdo e l'attacco al negozio kosher di Parigi, molto delicato. "La tragica strage avvenuta a Parigi alcuni giorni fa - spiega - nasce da una cultura che rigetta l’altro, recide i legami più intimi e veri, finendo per sciogliere e disgregare tutta quanta la società e per generare violenza e morte". Ed esprime "dolore" per "il continuo dilagare dei conflitti". Si tratta, "a partire dalla vicina Ucraina", di "una vera e propria guerra mondiale combattuta a pezzi".

Nel discorso al Corpo diplomatico, il Santo Padre prende di petto i fatti di Parigi e si scaglia contro "una cultura che rigetta l’altro, recide i legami più intimi e veri, finendo per sciogliere e disgregare tutta quanta la società e per generare violenza e morte". Secondo Bergoglio, in questa visione "gli altri non sono più percepiti come esseri di pari dignità, come fratelli e sorelle in umanità, ma vengono visti come oggetti". Così, spiega il Pontefice, "l’essere umano da libero diventa schiavo, ora delle mode, ora del potere, ora del denaro, talvolta perfino di forme fuorviate di religione". "Sono i pericoli - scandisce il Papa - che ho inteso richiamare nel Messaggio per la recente Giornata Mondiale della Pace, dedicato al problema delle molteplici schiavitù moderne. Esse nascono da un cuore corrotto, incapace di vedere e operare il bene, di perseguire la pace".

Papa Francesco non nasconde di essere preoccupato per "il dilagare del terrorismo di matrice fondamentalista in Siria e in Iraq". Secondo il Santo Padre, "il fondamentalismo religioso, infatti, prima ancora di scartare gli esseri umani perpetrando orrendi massacri, rifiuta Dio stesso, relegandolo a un mero pretesto ideologico". Di fronte a tale ingiusta aggressione, che colpisce anche i cristiani e altri gruppi etnici e religiosi della Regione, Bergoglio chiede ai leader mondiali una risposta unanime a "fermare il dilagare delle violenze" ristabilendo la concordia e risanando "le profonde ferite che il succedersi dei conflitti ha provocato". L'apello del Santo Padre è rivolto anche leader musulmani. A questi chiede espressamente di condannare "qualsiasi interpretazione fondamentalista ed estremista della religione, volta a giustificare tali atti di violenza". L'invito del Papa è a pregare insieme per la pace, come già fatto con l'allora presidente israeliano Shimon Peres e il presidente palestinese Mahmud Abbas, animati dalla fiduciosa speranza che possa riprendere il negoziato fra le due parti.

Nel discorso al Corpo diplomatico c'è anche spazio per un assist per la Palestina. "In Medioriente - dice papa Francesco - riprenda il negoziato fra le due Parti, inteso a far cessare le violenze e a giungere ad una soluzione che permetta tanto al popolo palestinese che a quello israeliano di vivere finalmente in pace, entro confini chiaramente stabiliti e riconosciuti internazionalmente, così che la soluzione di due Stati diventi effettiva".

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