Migranti, la Ue rialza la cresta. E a sbarchi finiti Juncker ci ringrazia

Juncker esulta: "Il vento è tornato nelle vele europee". E, ora che l'emergenza immigrazione è finita, loda l'Italia: "ha salvato l'onore dell'Unione"

Migranti, la Ue rialza la cresta. E a sbarchi finiti Juncker ci ringrazia

"Il vento è tornato nelle vele europee". È un messaggio improntato sull'ottimismo quello lanciato da Jean-Claude Juncker nel discorso sullo Stato dell'Unione a Strasburgo davanti l'aula, per l'occasione affollata in tutti i suoi 751 posti, della sessione plenaria del Parlamento europeo. Il presidente della Commissione ha chiesto di usare "una finestra opportunità che non rimarrà aperta per sempre" per costruire un'Europa "più forte e democratica per il 2025". E, parlando di economia, immigrazione e integrazione, mostra il volto di un'Europa che cerca di alzare la cresta dopo l'ondata anti europei sta che ha portato la Brexit e la vittoria di formazione di ultra destra.

Le cinque priorità di Juncker

Commercio, industria, ambiente, sicurezza dei dati e immigrazione sono le cinque priorità su cui Juncker ha voluto concentrarsi. "Prima di tutto - ha detto - occorre rafforzare il programma commerciale europeo: l'Europa è aperta al commercio ma ci deve essere reciprocità e dobbiamo difendere i nostri interessi strategici". Secondo: l'intenzione di promuovere "una nuova politica industriale europea" per sostenere i suoi prodotti i qualità e i suoi milioni di lavoratori. Terzo: deve continuare a essere "l'avanguardia della lotta al cambiamento climatico". Quarto: "garantire la sicurezza dei dati di fronte alla digitalizzazione e affrontare con più decisione la lotta ai cyber attacchi". Quinto: rafforzare la politica comune sull'immigrazione.

L'euro e la politica economica

Juncker ha delineato una serie di proposte per riformare la zona euro che saranno formalizzate a dicembre e che non avranno bisogno di modificare il Trattato per essere approvate. Tra queste c'è l'istituzione di un "ministro europeo dell'Economia e delle Finanze" che sarebbe, al tempo stesso, anche vice-presidente della Commissione e presidente dell'Eurogruppo e che sarebbe chiamato a coordinare "tutti gli strumenti di finanziamento dell'Unione europea per permettere a uno Stato membro di uscire da una grave crisi o da una recessione". Nel nuovo rganigramma pensato da Juncker, poi, le presidenze della Commissione europea e del Consiglio europeo verrebbero "fuse" insieme. Una riforma che, a suo dire, renderebbe il paesaggio politico "più comprensibile" con "la nave europea guidata da un solo capitano". Ovviamente il mezzo numero uno per ottenere tutto questo resta l'unione monetaria. "Se vogliamo che l'euro unisca il nostro continente invece di dividerlo, non deve essere la moneta di pochi paesi eletti - ha scandito Juncker - il destino dell'euro è diventare la moneta di tutta l'Unione europea". L'Esm, il cosiddetto "fondo salvastati" istituito ai tempi della crisi del debito sovrano greco, sarà, invece, "gradualmente" trasformato nel Fondo monetario europeo e "condotto sotto un quadro comunitario".

L'emergenza immigrazione

Durante il discorso dell'Unione, Juncker si è dilungato ad affrontare l'emergenza immigrazione che, per troppo tempo, Bruxelles ha preso sotto gamba. Lo ha fatto solo oggi, l'emergenza è stata bloccata con politiche che hanno di fatto azzerato gli sbarchi dalle coste libiche. "Nel Mediterraneo centrale, l'Italia salva l'onore dell'Europa", ha ammesso il presidente della Commissione Ue indicando la questione dell'immigrazione come una delle cinque priorità dell'azione europea. Tanto che, dopo aver reso "omaggio all'Italia per la sua perseveranza e disponibilità", ha annunciato per questo autunno un'iniziativa per "intensificare i rimpatri". Oggi solo il 36% dei clandestini vengono rimandati a casa. "Dobbiamo intensificare significativamente la nostra azione - ha spiegato il presidente della Commissione - è solo in questo modo che l'Europa potrà dar prova di solidarietà nei confronti dei rifugiati che hanno bisogno di protezione".

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