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Non gli accetta l'amicizia su Facebook e minaccia di morte il suo capo

Le minacce del 29enne all'ex capo sono state inviate dal primo tramite Facebook e altri social, corredate da foto del proprio furgone

Non gli accetta l'amicizia su Facebook e minaccia di morte il suo capo

Un 29enne americano è accusato di avere minacciato di morte e tentato di aggredire il suo ex capo poiché quest’ultimo non gli avrebbe accettato “l’amicizia su Facebook”. L’arresto del soggetto che aveva dato in escandescenze, di nome Caleb Burczyk, è avvenuto il 26 dicembre nella città di Williston, in North Dakota. A carico dell’indagato sono stati finora formulati già due capi di imputazione: rapina e intimidazione.

In base alle ricostruzioni della polizia e della stampa locale, Burczyk sarebbe passato alle minacce e alle violenze dopo che il proprio ex capo, non identificato dalle carte processuali, non aveva risposto per due giorni alla richiesta del primo di divenire suo amico su Facebook. Il tipo di lavoro che faceva Burczyk in precedenza si desume proprio dal profilo social personale del sospettato, in cui egli stesso evidenzia di avere lavorato fino a marzo come tecnico presso la ditta di elettricità Gr Energy Service.

Pur non comparendo sugli atti processuali il nome dell’ex capo di Burczyk, l’identità del primo potrebbe coincidere con quella di un certo o una certa Kelly Duncan, oggetto di frequenti insulti sulla pagina Facebook dell’individuo incriminato. L’ex dirigente non avrebbe infatti risposto subito alla richiesta di amicizia inviatagli il 24 dicembre dal 29enne, scatenando la furibonda reazione di Burczyk.

Secondo gli atti giudiziari all’esame del tribunale del posto, l’indagato avrebbe appunto preso, a fronte del silenzio dell’ex capo, a inviare allo stesso messaggi contenenti minacce di morte, del tipo: “Accetta la mia richiesta di amicizia o ti ucciderò”, corredati da foto del furgone di Burczyk . Le intimidazioni incriminate sarebbero state inviate dall’individuo citato, a detta delle autorità locali, non solo tramite Facebok, ma anche attraverso altri social network, tra cui Snapchat. In particolare, un messaggio minatorio diffuso dal 29enne mediante quest’ultimo social, in cui prometteva “un po’ di problemi” alla famiglia dell’ex datore di lavoro, era accompagnato da una foto del primo vestito con un cappello e abiti neri, ossia l’abbigliamento che avrebbe utilizzato nel giorno dell’aggressione al domicilio del malcapitato.

Nel dettaglio, il 26 dicembre, il sospettato, infuriato per la mancata accettazione della sua richiesta di amicizia su Facebook, è stato appunto immortalato da alcune telecamere di sorveglianza mentre, vestito proprio con cappello e indumenti neri, prendeva a calci la porta di casa dell’ex datore di lavoro, con conseguente fermo del presunto aggressore.

L’udienza preliminare su tale caso giudiziario è stata intanto fissata al 27 gennaio, con l’indagato che, nel frattempo, resta in stato di detenzione. La cauzione per il suo rilascio è stata fissata dal magistrato competente a 25mila dollari.

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