"Sul sito non c'è...". Il mistero del Recovery italiano

Bruxelles precisa che la decisione di rendere disponibili i piani nazionali di Ripresa e Resilienza sul sito della Commissione spetta ai governi nazionali. Da Roma, però, non chiariscono i motivi del ritardo nella pubblicazione

"Sul sito non c'è...". Il mistero del Recovery italiano

Nonostante da Bruxelles abbiano "incoraggiato" gli Stati membri a rendere pubblici i rispettivi piani di ripresa e resilienza consegnati alle istituzioni europee, sul portale della Commissione Ue c’è un grande assente: il Pnrr italiano.

Il documento è stato inviato a Palazzo Berlaymont lo scorso 30 aprile, dopo un veloce passaggio parlamentare e l’approvazione da parte del governo. Il giorno successivo, sabato primo maggio, la Commissione Ue, in un comunicato ufficiale ha annunciato di aver ricevuto il piano per rilanciare l’economia italiana sconvolta dalla pandemia. Eppure a distanza di quattro giorni il documento, che con i 248 miliardi in campo risulta essere il più sostanzioso tra quelli dei 27 Stati membri, non è ancora accessibile dal sito.

Mancano all’appello, infatti, i piani nazionali di Italia, Lituania, Lussemburgo e Polonia. Anche se c’è da dire che il programma messo a punto dal governo di Varsavia è stato presentato soltanto ieri. A sollevare il caso è l’Huffington Post, che ha chiesto chiarimenti in merito al governo italiano. Da Roma precisano che il testo completo del piano verrà pubblicato "a breve", ma è ancora mistero sulla data. E il giallo si infittisce ancora di più osservando come il dossier sia già stato pubblicato sul sito di Palazzo Chigi.

Perché, dunque, si chiede la corrispondente dell’Huffington, non metterlo a disposizione dei cittadini europei anche sul sito della Commissione Ue? Tra l’altro non sembra neppure un’operazione difficile, visto che sui link a disposizione sul sito si viene dirottati proprio sui portali governativi dove il piano è già stato pubblicato. Proprio da Palazzo Berlaymont, non a caso, ieri è arrivato l’appello a rendere pubblici i ripettivi Pnrr sul sito della Commissione in nome della trasparenza. La decisione finale, precisano però da Bruxelles, spetta ai singoli Stati.

Nel caso italiano, dunque, non è chiaro se si tratti di una semplice dimenticanza o di una precisa scelta politica. Fatto sta che accanto alla bandierina del nostro Paese, sulla pagina dedicata al piano di Ripresa e Resilienza, non c’è ancora nessun collegamento ipertestuale. Al Parlamento europeo chi si chiede il motivo. "Vorremmo che qualcuno a Roma o a Bruxelles ci spiegasse il perché. È solo un problema tecnico e di tempistica, o c’è dell’altro? E soprattutto qual è il testo definitivo inviato a Bruxelles? Quello presente sul sito del MEF (antecedente al Consiglio dei Ministri del 29 aprile) o un altro testo che ancora non si conosce ufficialmente?", si domanda Raffaele Fitto, co-presidente del gruppo europeo dei Conservatori e Riformisti (Ecr).

"Domande forse per qualcuno inutili, - incalza l’eurodeputato di Fratelli d’Italia - ma che ritengo invece siano un fondamentale esercizio di trasparenza e democrazia soprattutto dopo la già grave contrazione dei tempi del dibattito che hanno sostanzialmente svuotato il ruolo del Parlamento". "Il Pnrr – ricorda, infatti, Fitto - è stato approvato dal Governo il 29 aprile, dopo un Consiglio dei Ministri interrotto per diverse ore, e durante il quale, secondo le dichiarazioni del Ministro Franco, sono state apportate delle modifiche al documento approvato da Camera e Senato il 27 aprile. Modifiche dovute, secondo quanto dichiarato da fonti governative, ad un ulteriore confronto con Bruxelles".

Ad intervenire sul tema è anche il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida. "Ad oggi, - protesta - non sappiamo se questa assenza sia dovuta ad un problema tecnico o di altra natura ma fino a quando il Pnrr nazionale non verrà ufficialmente pubblicato sul sito nessuno potrà sapere nel dettaglio il contenuto dello stesso". "È il testo discusso in Aula dal presidente Draghi oppure quello precedente che ancora compare sul sito del Mef? Pretendiamo risposte immediate", conclude l'esponente del partito di Giorgia Meloni.

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