Mistero sulla morte per avvelenamento di Lin Qi, il re dei videogiochi creatore di Game of Thrones

Morto per avvelenamento il giovane multimiliardario creatore del videogioco di "Game of Thrones" Lin Qi. La polizia ha già arrestato un suo collega.

Era uno degli uomini più ricchi della Cina Lin Qi, con un patrimonio netto che si aggira sugli 8,6 miliardi di yuan, ovvero più di un miliardo di dollari. Re dei videogiochi era stato il creatore di Game of Thrones, ed è morto molto probabilmente avvelenato da un rivale.

La scomparsa risale al giorno di Natale ma sembra, secondo la Polizia di Shanghai, che fosse stato ricoverato il 16 dicembre per un sospetto avvelenamento. Nonostante sulla faccenda ci sia ancora un fitto velo di mistero, tutti i sospetti vanno sul suo collega Xu Yao responsabile della produzione cinematografica di Yoozoo, che avrebbe versato il veleno in una tazza di tè Pùer, una bevanda fermentata cinese. Il magnate dei videogame si era recato alcuni giorni fa in ospedale lamentando sintomi; dopo un iniziale miglioramento, le sue condizioni sono peggiorate fino al decesso il giorno di Natale..

L’ipotesi è che il collega sospettato, che è stato preventivamente arrestato dalla polizia di Shanghai mirava ad impossessarsi dell’ingente patrimonio di Li e soprattutto degli enormi proventi che arrivavano proprio in virtù delle sue creazioni.

Lin Qi infatti, era il presidente e numero uno dello sviluppatore di giochi Yoozoo, noto per “Game of Thrones: Winter is Coming”. Conosciuto come Titan Lin, puntava ora a farsi largo in Occidente con le produzioni tv. Stava infatti lavorando a una nuova serie di fantascienza "Il problema dei tre corpi” dell’autore cinese Liu Cixin per Netflix assieme ai creatori de "Il Trono di Spade". Trentanove anni, aveva fondato Yoozoo nel 2009 guidandola verso il successo proprio nel periodo di massima espansione del mercato dei videogiochi, spostandosi anche verso il settore della telefonia. Lavoro non facile in cui era riuscito perfettamente anche facendo fronte alla stretta da parte delle autorità di regolamentazione di Pechino.

La notizia della sua scomparsa, soprattutto per la modalità con cui è avvenuta, ha portato grande sconcerto in Cina dove migliaia di persone hanno partecipato sui social commentando il post pubblicato dalla società Yoozoo in cui si prometteva di “continuare a credere in ciò che è bene e a combattere contro il male”.

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Commenti

alox

Mar, 29/12/2020 - 10:57

Mistero come tanti che si oppongono al dittatore Xi.