È morto Larry Flynt, era il re delle riviste porno

Tante le sue battaglie legali negli Stati Uniti portate avanti per la libertà di espressione. Nel 1978 fu vittima di un attentato che lo costrinse alla sedia a rotelle

È morto a 78 anni Larry Flynt, il re delle riviste porno. Editore di successo, è sua una delle sue riviste più famose: Hustler Magazine. Fatale un arresto cardiaco a Los Angeles. A darne notizia al Washington Post è stato il fratello.

Flynt era in sedia a rotelle

Nel 1978 era stato vittima di un attentato che lo aveva costretto alla sedia a rotelle a causa delle molte ferite riportate. Anni dopo fu il serial killer neonazista Joseph Paul Franklin a dichiararsi autore dell’attentato nei suoi confronti. A raccontare la vita di Flynt anche un film diretto da Miloš Forman e co-prodotto da Oliver Stone, intitolato in italiano “Larry Flint oltre lo scandalo”.

L’editore era nato il primo novembre di 78 anni fa in Kentucy. Cresciuto all’interno di una famiglia indigente, aveva avuto una infanzia e una adolescenza difficili, dovute anche alla separazione dei suoi genitori. Entrò come volontario nell’esercito all’età di 15 anni ricorrendo a documenti falsi. Dopo essere stato congedato, Flynt inziò vari lavori, tra i quali anche quello di contrabbandiere. Decise poi di rilevare a Dayton, nell’Ohio, il bar della madre nel 1965, che portò all’acquisto di altri due e all’apertura del primo bar con ballerine nude, l’Hustler Club. Dopo quello ne aprì altri sullo stesso modello in diverse città americane.

L'editoria e l'attentato

Un animo sicuramente da imprenditore che lo portò nel 1972 a fondare la Hustler Newsletter. Si trattava di una rivista che inizialmente prevedeva solo quattro pagine neanche a colore, che riportavano i programmi e i servizi dei suoi club. In poco tempo arrivò ad avere 32 pagine a colori. Ovviamente la sua attività mal veniva accolta dall’opinione pubblica e in diverse occasioni venne citato in tribunale. La sua vita cambiò improvvisamente il 6 marzo del 1978 quando un attentato rivolto alla sua persona lo costrinse alla sedia a rotelle. Quel lontano giorno Flynt si trovava in Georgia, poco lontano dall’aula giudiziaria di Lanceville, dove avrebbe dovuto essere processato per oscenità. Improvvisamente venne però raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco calibro 44. Le ferite riportate all’addome e alla spina dorsale lo portarono a una paralisi parziale. Negli anni seguenti un ictus complicò la sua salute fisica. Qualche anno dopo si confessò autore dell’attentato il serial killer neonazista e suprematista bianco Joseph Paul Franklin, ex membro del Ku Klux Klan. Secondo quanto detto dallo stesso Franklin, il motivo del suo folle gesto era dovuto alla pubblicazione su Hustler di alcune foto interraziali. Il 20 novembre del 2013 l’uomo venne giustiziato perché accusato di vari omicidi a sfondo razziale. Per l’attentato a Flynt non venne però mai processato.

Un patrimonio da 400 milioni

Il 78enne editore ebbe nella sua vita 5 figli e altrettanti matrimoni. Il suo patrimonio personale si aggira intorno ai 400 milioni di dollari fatti con la collaborazione del fratello, nonché socio, Jimmy. Diverse le attività messe in piedi dai due, dall’editoria al gioco d’azzardo, passando per l’intrattenimento e investimenti immobiliari. Cercò anche, senza però riuscirci, di entrare in politica nel 1984 quando si presentò alle primarie presidenziali come democratico. In diverse occasioni prese parte al dibattito politico con la minaccia di rendere noti scandali sessuali di esponenti pubblici. Più volte venne citato in tribunale e criticato per i contenuti delle sue pubblicazioni. Tra i suoi accusatori i movimenti femministi e quelli in difesa dei minori.

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