Nasa, scoperti pianeti simili alla Terra: "Può svilupparsi la vita"

Altri 65 pianeti esopianeti che diventano cinquemila negli ultimi 30 anni: è la scoperta della Nasa sui mondi esterni al nostro Sistema Solare e dove potrebbero esserci forme di vita

Foto di WikiImages da Pixabay
Foto di WikiImages da Pixabay

Sono diventati ben cinquemila i pianeti esterni al Sistema Solare, chiamati esopianeti, scoperti in una caccia che dura da 30 anni: è il nuovo record confermato dalla Nasa, che comprende le scoperte riportate in pubblicazioni scientifiche sottoposte a revisione e le cui prove provengono da diverse osservazioni indipendenti. Il record, però, non è soltanto una questione di numeri: è possibile che in alcuni di questi pianeti possa svilupparsi qualche forma di vita.

"Perché può esserci la vita"

"ll contachilometri planetario si è acceso il 21 marzo, con l'ultimo lotto di 65 esopianeti, pianeti al di fuori della nostra immediata famiglia solare, aggiunto all'Archivio esopianeta della Nasa", hanno annunciato festosamente gli scienziati. L'archivio ha registrato le scoperte di esopianeti che appaiono in articoli scientifici sottoposti a revisione paritaria e che sono state confermate utilizzando metodi di rilevamento multipli o tecniche analitiche. Gli oltre cinquemila pianeti trovati finora includono "piccoli mondi rocciosi come la Terra, giganti gassosi" molte volte più grandi di Giove e "giovi caldi" in orbite ravvicinate attorno alle loro stelle. Esisono "super-Terre", che sono possibili mondi rocciosi più grandi del nostro, e "mini-Nettuno", versioni più piccole del Nettuno del nostro Sistema. Di questo mix fanno parte anche pianeti in orbita attorno a due stelle contemporaneamente e altri ostinatamente in orbita attorno ai resti collassati di stelle morte.

"A mio parere, è inevitabile che troveremo prima o poi vita da qualche parte, più probabilmente di tipo primitivo", ha commentato Alexander Wolszczan, primo autore nello studio che annunciò la scoperta dei primi esopianeti 30 anni fa. "La stretta connessione tra la chimica della vita sulla Terra e quella che si trova in tutto l'Universo - ha aggiunto - così come il rilevamento diffuso di molecole organiche, suggerisce che è solo questione di tempo".

"Ogni numero è un nuovo mondo"

"Non è solo un numero": lo ha affermato Jessie Christiansen, responsabile scientifico dell'archivio degli esopianeti della Nasa e ricercatore presso l'Exoplanet Science Institute della Nasa al Caltech di Pasadena, intervenendo sull'annuncio di aver raggiunto il numero simbolo di cinquemila esopianeti scoperti. "Ognuno di loro - commenta Christiansen - è un nuovo mondo, un pianeta nuovo di zecca. Mi emoziono per tutti perché non sappiamo nulla di loro". Secondo la Nasa, soltanto la nostra galassia contiene probabilmente centinaia di miliardi di esopianeti, scoperti a partire dal 1992 con strani nuovi "mondi" in orbita attorno a una stella ancora più strana. "Era un tipo di stella di neutroni nota come pulsar, un cadavere stellare in rapida rotazione che pulsa con lampi di radiazioni brucianti di millisecondi" ricorda l'enete spaziale Usa. "Trovare solo tre pianeti attorno a questa stella rotante ha sostanzialmente aperto le porte", ricorda Alexander Wolszczan.

Adesso si sta aprendo una nuova era nella loro scoperta: i telescopi spaziali Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite) lanciato nel 2018, Hubble di Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa) operativo dal 1990, e Cheops dell'Esa (Characterising Exoplanets Satellite) al lavoro dal 2019, saranno presto aiutati da una nuova generazione di dispositivi più potenti e sensibili: nel 2027 è prevista la messa in orbita del telescopio Nancy Grace Roman della Nasa che manderà in pensione Hubble mentre, nel 2029, dovrebbe partire la missione Ariel dell'Esa, il cui obiettivo è studiare l'atmosfera dei mondi alieni.

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