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Nordcorea, Tillerson: "Siamo in contatto per negoziati"

Rex Tillerson: "Gli Usa hanno aperto canali di comunicazione con la Corea del Nord per capire se Pyongyang è pronta ad avviare colloqui sul suo programma nucleare"

Nordcorea, Tillerson: "Siamo in contatto per negoziati"

Il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, è a Pechinoper una serie di incontri di alto livello, tra cui uno con il presidente cinese, Xi Jinping. Dopo aver parlato con il leader di Pechino il capo della diplomazia Usa fa sapere che gli Stati Uniti stanno sondando la Corea del Nord per capire se è interessata al dialogo e hanno diversi canali diretti di comunicazione con Pyongyang. "Chiediamo: Volete parlare? Abbiamo linee di comunicazione a Pyongyang. Non siamo in una situazione oscura". Canali di comunicazione con Pyongyang aperti, dunque. "Non siamo in una situazione cupa, in un black-out".

All'orizzonte c'è la visita in Cina di Donald Trump, in programma a novembre. Una "grande opportunità" per le relazioni tra Pechino e Washington, specie in un momento come questo di grande tensione a causa dei test missilistici della Corea del Nord e del continuo scambio di minacce tra Pyongyang e gli Usa. Xi ha assicurato che la prima visita del suo collega americano in Cina sarà "speciale, meravigliosa e sarà un successo".

Allarme del Nyt: Nordcorea produce carburante per i missili

Pyongyang potrebbe essere riuscita a dotarsi segretamente di un carburante specifico usato per missili a lungo raggio, l’Udmh, utilizzando un impianto chimico destinato alla produzione tessile nella città di Hamhung, sulla costa orientale. La notizia, riportata dal New York Times, apre una serie di scenari: se infatti finora una parte degli esperti riteneva che Pyongyang non fosse in grado di produrre questo tipo di propellente e dovesse quindi procurarselo all’estero - dalla Cina o dalla Russia - questo lasciava un margine di pressione su Mosca e Pechino per porre fine all’esportazione e quindi di fatto lasciare a terra i missili nordcoreani.

Ma, "se non sono più dipendenti dai rifornimenti stranieri, allora anche le sanzioni più mirate e il monitoraggio" di Paesi che potrebbero assistere il regime di Kim Jong-un "saranno per lo più inutili", ha sottolineato Vipin Narang, professore al Massachusetts Institute of Technology, definendo la scoperta "molto importante". "Tranne una guerra o il collasso del Paese, non c’è niente che possa impedire a questo programma di diventare un mostro", ha aggiunto.

La novità, frutto delle ricerche del James Martin Center for Nonproliferation Studies all’Università di Middlebury, si basa sullo studio di immagini satellitari, uno studio tecnico dei metodi di produzione dell’Udmh, informazioni fornite da un ufficiale nordcoreano che ha disertato anni fa e una serie di articoli scientifici. Proprio da questi sono partiti i ricercatori.

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