Il Papa ora accetta le dimissioni del cardinale francese

Papa Francesco ha accettato in seconda battuta la rinuncia del cardinale Philippe Barbarin, che è però stato assolto in secondo grado dalle accuse di "coperture". Ora Bergoglio nominerà un nuovo arcivescovo di Lione

Papa Francesco, nel corso della mattinata di oggi, ha accettato la rinuncia del cardinal Philippe Barbarin, che era l'arcivescovo di Lione e che è coinvolto - per quanto il secondo grado abbia ribaltato la sentenza emersa dal primo - nel caso che riguarda soprattutto Bernard Preynat, riconosciuto responsabile di abusi ai danni di minori.

Jorge Mario Bergoglio, in un primo momento, non aveva avallato le dimissioni del porporato transalpino. La sensazione era che il Santo Padre, prima di approvare una misura così drastica, volesse valutare l'esito processuale. E infatti, almeno in seconda battuta, il cardinale Philippe Barbarin è stato assolto dalle accuse, che vertono sulle "coperture" che sarebbero state messe in campo in favore di Preynat. Ma l'alto ecclesiastico francese - questo è quello che trapela da tempi non sospetti - avrebbe comunque spinto per dimettersi. Papa Francesco, insomma, non avrebbe voluto e quasi potuto impedire al cardinal Philippe Barbarin di prendere le distanze dall'arcidiocesi che guidava. Oggi è arrivata l'ufficialità della scelta. Conosciamo quale sia la linea perseguita dall'ex arcivescovo di Buenos Aires in materia di abusi: la "tolleranza zero", ossia la stessa adottata dal predecessore Joseph Ratzinger. Il fatto che Jorge Mario Bergoglio non fosse intervenuto subito su Barbarin, lasciava intendere come la vicenda legata al processo potesse presentare degli sviluppi successivi, tra cui appunto un'assoluzione in secondo grado.

Il caso continua a scuotere la Francia, dove la Chiesa cattolica vive una parabola discendente. Questo è vero almeno in relazione al numero dei battezzati annuali. Esistono poi delle variabili legate alla laicizzazione del contesto sociale e all'accettazione passiva di quella che alcuni commentatori chiamano "islamizzazione", ma queste sono due ulteriori fattispecie di una crisi che pervade anche il piano culturale. Intanto Philippe Barbarin, che come il cardinale George Pell in Australia continua a dirsi innocente, era stato condannato in primo grado: la condanna prevedeva che il cardinale dovesse passare sei mesi in carcere, con la condizionale. Poi, però, il colpo di scena dovuto alla seconda fase del processo. Gli abusi di Preynat sono stati commessi tra gli anni 80' e gli anni 90'. Chi accusa il cardinale Philippe Barbarin gli imputa di non aver denunciato. Questa è la sintesi del quadro accusatorio. Ma per la giustizia francese potrebbe non essere vero.

Il cardinale Philippe Barbarin, comunque sia, non è più l'arcivescovo di Lione, che come specificato anche dall'Adnkronos ora è una realtà ecclesiastica coordinata da un amministratore apostolico. Il Papa, nel corso delle prossime settimane, procederà col nominare un nuovo arcivescovo titolare. La prassi, in questi casi, è sempre identica a se stessa.

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