Presidenziali in Austria, i Verdi battono l'ultradestra. Ma il Paese è spaccato in due

Van der Bellen eletto presidente. Decisivi i voti per corrispondenza. Ma l'Austria resta spaccata e il voto resta un avvertimento per l'Europa intera

Presidenziali in Austria, i Verdi battono l'ultradestra. Ma il Paese è spaccato in due

I Verdi fermano l'ultradestra, ma lo fanno per un soffio. E quello che viene fuori dalle presidenziali austriache è un Paese letteralmente spaccato in due. Un Paese che non sancisce, come se ancora ce ne fosse il bisogno, l'exploit in tutta l'Unione europea delle forze euroscettiche e anti migranti. Perché, sebbene Alexander Van der Bellen ha superato il favorito Norbert Hofer, il risultato incassato dal leader del Partito della Libertà (Fpoe) è storico. Un segnale che fa pronosticare un successo del Front National alle presidenziali in Francia e l'ascesa di partiti euroscettici in altri Paesi dell'Unione europea. E, soprattutto, fa guardare con attenzione un voto cruciale per il futuro dell'Europa come il referendum sulla Brexit il prossimo 23 giugno in Gran Bretagna.

I voti per posta si sono rivelati decisivi per la vittoria finale. Il candidato indipendente appoggiato dai Verdi se ne è aggiudicato il 60%. Ribalta l'esiguo vantaggio che aveva messo a segno ieri Hofer e ce la fa per una manciata di voti. Gliene sono bastati appena 31.026 per avere la meglio. Il risultato mette, tuttavia, in luce una preoccupante polarizzazione dell'Austria. Nella campagna elettorale ha svolto un ruolo determinante la crisi degli immigrati: circa 90mila persone hanno chiesto asilo in Austria nel 2015, più dell'1% della popolazione. Stretto collaboratore del leader del Fpoe Heinz-Christian Strache, Hofer, pur evitando gli eccessi xenofobi che hanno caratterizzato il partito nel passato, si è concentrato su disoccupazione e tenore di vita degli austriaci. Ha infatti stravinto nelle zone rurali dell'Austria, mentre Van der Bellen si è imposto nettamente nei grossi centri urbani, vincendo in otto su nove capoluoghi regionali e soprattutto a Vienna. Per il governo Spo-Ovp, sotto la guida del neo-cancelliere Christian Kern, inizia ora una difficile rincorsa per recuperare consensi. Al più tardi nel 2018, ma forse già nella primavera dell'anno prossimo, sarà rinnovato il Nationalrat, il parlamento, e secondo i sondaggi si delinea una netta vittoria degli ultranazionalisti.

"Naturalmente oggi sono un po' triste. Avrei volentieri servito come presidente per voi in questo fantastico Paese". Hofer ammette la sconfitta ma guarda avanti. Perché sa bene che il risultato incassato dal Partito della Libertà è eccezionale. Queste elezioni hanno, infatti, sancito l'eliminazione al primo turno dei partiti tradizionali di centro, i Popolari e i socialisti. "Per favore non siate scoraggiati - è l'appello lanciato agli elettori - la missione di questo voto non è perduta, bensì è un investimento nel futuro".

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