Guerra in Ucraina

La promessa di Putin: "Cosa succederà ai territori annessi"

Il presidente russo è tornato a parlare nel corso della cerimonia di premiazione degli insegnanti dell'anno a Mosca. Annunciate anche modifiche al decreto sulla mobilitazione

La promessa di Putin: "Cosa succederà ai territori annessi"

Vladimir Putin è apparso di nuovo in tv. Ma questa volta non per un discorso alla nazione, anche se ovviamente le sue parole sono arrivate in ogni angolo della federazione russa. Il leader del Cremlino ha parlato con un gruppo di insegnanti e le sue frasi sono state mandate in onda in diretta. In tal modo, si è potuta conoscere la posizione del presidente russo all'indomani di una nuova disfatta sul campo delle proprie truppe, questa volta sul fronte di Kherson.

“Modifiche al decreto sulla mobilitazione”

Ucraina e mondo dell'insegnamento apparentemente appaiono slegati. Ma Putin ha usato questa occasione per annunciare modifiche al decreto sulla mobilitazione, firmato a settembre, introducendo esoneri per neolaureati.

Non dovranno quindi arruolarsi coloro che, pur avendo i requisiti previsti dal decreto, risultano laureati da poco oppure risultano iscritti a università private accreditate e riconosciute. Un allargamento quindi della platea dei ragazzi da esonerare. Fino a oggi erano esentati solo gli studenti iscritti a università pubbliche. Forse il segnale volto a placare il malcontento tra i giovani emerso subito dopo la pubblicazione del decreto sulla mobilitazione.

“Donbass? A breve la situazione verrà nelle aree annesse si stabilizzerà”

Ma una parte importante del discorso Vladimir Putin l'ha voluta dedicare alla situazione nell'est dell'Ucraina. Qui i russi, anche dopo aver annunciato l'annessione di almeno quattro province attualmente occupate, sono in grave difficoltà. Gli ucraini stanno avanzando e dopo il contrattacco vincente di settembre a sud di Kharkiv, in grado oggi di portare gli uomini di Kiev a pochi passi da Severodonetsk, si sta assistendo a una rapida avanzata anche a Kherson.

Il presidente russo però si è mostrato ottimista per il futuro delle regioni in questione.“La situazione nelle quattro regioni ucraine dichiarate annesse dalla Russia si stabilizzerà col tempo – è la convinzione espressa da Putin – Stiamo lavorando sulla base del presupposto che la situazione sarà stabilizzata, possiamo sviluppare quei territori con calma”.

Una stabilizzazione, a giudicare dalle parole del presidente russo, intesa in chiave economica. Non sono stati fatti riferimenti alla situazione militare, di gran lunga lontana al momento dall'essere stabilizzata.

“I referendum non verranno messi in discussione”

Anche perché per Putin l'annessione rimane un dato assodato e da non mettere in discussione. Lo ha ribadito nel corso dell'incontro con gli insegnanti.“I risultati dei referendum a favore dell'annessione a Mosca delle quattro regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia – ha dichiarato il presidente russo – non verranno messi in discussione perché le consultazioni sono state perfettamente trasparenti, convincenti e oggettive”.

Proprio oggi il suo portavoce, Dmitry Peskov, nel corso di un incontro con i giornalisti ha chiarito alcuni dettagli sulla posizione giuridica espressa da Mosca circa lo status dei territori annessi. In particolare, risultano già adesso annessi i territori conquistati entro il 30 settembre scorso. Le zone non più occupate dai russi o ancora da conquistare, all'interno del territorio degli oblast inglobati da Mosca, dovranno essere conquistati in futuro. Chiaro quindi come la Russia non voglia rinunciare alle aree annesse.

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