Al Qaeda rivendica la sparatoria alla Naval Air Station di Pensacola

Al Qaeda nella Penisola Arabica: "la sparatoria presso la Naval Air Station di Pensacola effettuata da una nostra cellula dormiente"

Al Qaeda nella Penisola Arabica ha rivendicato la sparatoria presso la Naval Air Station di Pensacola, in Florida, avvenuta lo scorso sei dicembre: “abbracciamo l'operazione dell'eroe martire, l'audace cavaliere Mohammad bin Saeed Alshamrani”.

Da dove abbiamo scaricato il nostro file

Il video, intitolato “And Heal the Breasts of a Believing People, Blessing and Declaration of Responsibility, For the Attack on the US Naval Air Station Pensacola Florida”, in arabo مباركةً وَتَبَنّي الهجوم على القاعدة الجوية الأمريكية بينساكولا بولاية فلوريدا, è stato annunciato sulla rete sabato scorso da Al-Malahem Media, braccio mediato di al Qaeda nella Penisola Arabica. Il video, della durata di 18 minuti e 10 secondi, è stato diffuso 24 ore dopo su tutte le principali piattaforme web. Per la sua identificazione abbiamo utilizzato i termini arabi corrispondenti. Il file, nel momento in cui scriviamo, è disponibile su diverse piattaforme e si sta diffondendo velocemente grazie ai ridotti tempi di upload. Abbiamo scaricato la nostra copia da 297,25 MB (qualità video 720) da un link disponibile su Twitter. Il video in qualità 240 pesa appena 36.09 MB.

AQAP: la voce del non morto

Il video, sottotitolato da Al-Malahem in inglese, si apre con una brevissima clip audio del terrorista Umar Abd Al-Rahman. Noto anche come lo sceicco cieco, Al-Rahman è morto in una prigione statunitense nel 2017. La rivendicazione della sparatoria presso la Naval Air Station di Pensacola, in Florida, è stata letta da Qasim al-Raymi. Quest’ultimo dovrebbe essere stato terminato pochi giorni fa in un raid aereo statunitense. La morte di al-Raymi non è stata confermata dalla Casa Bianca nè da AMAQ. Nel video, Al-Malahem Media non associa alcuna frase al nome di Qasim al-Raymi.

Questa è certamente una stranezza.

Le frasi “possa Dio preservarlo”, “che Allah lo protegga”, “possa Dio proteggerlo” e "che Dio Onnipotente lo preservi" , si riferiscono ad una persona in vita e rientrano tra le locuzioni standard utilizzate dalle organizzazioni terroristiche. La frase "che Allah lo accetti" si riferisce ad una persona non più in vita. Al-Malahem Media non associa alcuna frase al nome di Qasim al-Raymi.

Attacco di Pensacola: “Alshamrani era una nostra cellula dormiente”

Audio in arabo, sottotitoli in inglese. Testo molto semplice e scorrevole. AQAP ha prelevato le foto di Muhammad bin Saed Al-Shamrani dai social del militare saudita.

"Con l'aiuto di Allah l'Onnipotente, non sentirai mai parlare di noi tranne in due casi: per la vittoria o per il martirio. E sulla strada per adempiere al suo destino, concediamo elogi e benedizioni alla nostra nazione musulmana. Riconosciamo la nostra piena responsabilità per l'operazione di martirio dell'eroe, il coraggioso cavaliere Muhammad bin Saed Al-Shamrani. Possa Allah avere misericordia di lui, onoralo e farlo entrare in paradiso. Al-Shamrani ha compiuto la sua operazione di martirio su una delle tane del male e dell'incredulità che muove guerra ad Allah, al Suo messaggero ed ai credenti: la stazione navale statunitense di Pensacola, in Florida. Possa Allah avere misericordia di lui e di premiarlo a nome nostro e della nazione musulmana. Per molti anni il nostro eroe si è spostato tra diverse basi militari statunitensi in America per selezionare e contemplare il suo obiettivo migliore. Allah gli ha conferito grande pazienza e capacità. Grazie ad Allah ha superato tutti i test militari e le diverse procedure di sicurezza”.

Nella visione jihadista, il volere divino non è comprensibile all’uomo. L’ispirazione per compiere un attentato non necessita di contatti fisici o virtuali per essere innescata. Tutto avviene secondo la volontà di Dio, il caso non esiste.

Nel video, Al Qaeda nella Penisola Arabica mostra una presunta corrispondenza con il martire (من مراسلات الشهيد) e le volontà del giovane militare saudita consegnate alla famiglia (وصية الشهيد إلى أهله) datata 6 settembre scorso. “Per anni, il nostro eroe ha nascosto la sua intenzione nel suo cuore fino a quando Allah l'Onnipotente gli ha concesso il successo. L’attacco in Florida non è nulla in confronto alle azioni brutali condotte dall'America contro la nostra nazione musulmana. I musulmani non hanno nulla da perdere, quindi continueranno a minare la sicurezza americana e distruggere la sua economia”.

Nel testamento mostrato, Muhammad bin Saed Al-Shamrani afferma di agire a difesa della religione, non citando mai AQAP.

Qasim al-Raymi spiega che la sparatoria presso la Naval Air Station di Pensacola rientra in un piano di attacco globale contro gli Stati Uniti ed i suoi alleati. A supporto di tali frasi, al-Malahem mostra una serie di recenti attacchi effettuati dalle filiali di al Qaeda contro le truppe statunitensi in Afghanistan e Somalia.

"Al-Shamrani, che Allah abbia misericordia di lui, ha fatto del suo meglio per raggiungere il suo obiettivo, raccogliendo ciò che ha seminato. E in tutte queste fasi il nostro eroe chiedeva aiuto solo ad Allah”.

Nel video sono mostrati altri “eroi”: Nidal Malik Hassan (strage di Fort Hood), Umar Farouk Abdulmutallab (terrorista nigeriano, noto come underwear bomber, che nel 2009 tentò di far esplodere l’aereo della Delta-Northwest Airlines) e Tamerlan Tsarnaev (uno dei due fratelli della strage di Boston).

“Altri eroi dopo Al-Shamrani continueranno a consegnare messaggi in America. Continueranno a consegnarli fino a quando l'America capirà appieno che siamo una nazione che non si arrenderà mai: o vinceremo o moriremo”. I riferimenti sono al guerrigliero libico Omar al-Mukhtar che all’inizio del XX secolo guidò gli anticolonialisti nell'Africa settentrionale.

"Quindi, o eroi, prendete di mira gli americani nel loro territorio, aspettateli in ogni luogo. La vostra principale preoccupazione è l'America. Siamo tutti musulmani. Difendere la nostra religione ed i nostri fratelli musulmani è un dovere per tutti noi. Non è limitato solo alle organizzazioni della Jihad. È un dovere per ogni singolo individuo”.

Seguono poi riferimenti alla palestina. AQAP, infine, mostra gli attacchi di Nizza, Charlie Hebdo e Boston. “Emulate questi attacchi. Fate ricorso alla guerra informatica per colpire uomini d’affari, politici e militari americani”. Qasim al-Raymi invita a fare riferimento alle guide di Inspire per prepararsi alle singole operazioni. Il video si conclude con il filmato dei dirottamenti dell'11 settembre ed una clip di Osama bin Laden che minaccia gli Stati Uniti.

AQAP e la parola Ummah

Nel suo testo, Qasim al-Raymi utilizza frequentemente la parola Ummah. Parola scritta anche da Muhammad bin Saed Al-Shamrani nel suo testamento (pagina due).

Il concetto di Ummah è fondamentale nell'Islam poichè identifica l'intera comunità musulmana. La parola Ummah esprime unità ed uguaglianza dei musulmani provenienti da diversi contesti culturali e geografici. Nel concetto della parola Ummah si identificano coloro che sono destinatari di un piano divino di salvezza sotto la guida di un profeta inviato da Dio. Quel profeta, secondo al Qaeda, sarebbe Ayman al-Zawahiri. L'organizzazione terroristica afferma che esiste una sola comunità musulmana ed è quella guidata da al-Zawahiri.

Il destino di Qasim al-Raymi

Qasim al-Raymi, leader di al Qaeda nella penisola arabica, dovrebbe essere stato terminato il 25 gennaio scorso da un drone della CIA. Al-Raymi, figura chiave nella ricostruzione di AQAP, è collegato all’attacco contro l'ambasciata americana a San'a del 2008 ed al fallito attentato di Umar Farouk Abdulmutallab. La CIA e la Casa Bianca non hanno confermato o smentito la morte di Qasim al-Raymi. Silenzio anche da al Qaeda. In attesa di conferme ufficiali, Qasim al-Raymi è considerato un non morto. L’audio è stato certamente registrato nelle settimane scorse, probabilmente in diverse occasioni, e montato in un unico file in sede di editing. La scelta di rivendicare l’attacco di Pensacola a distanza di mesi è puramente strategica. AQAP, infatti, ha tentato di sfruttare l’imponente copertura mediatica per la 54ª edizione del Super Bowl.

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