Mosca schiera missili su Kamchatka e avverte Tokyo

Mosca invia un chiaro messaggio sulle controversie per le Isole Curili. I sistemi Bastion a difesa del comando strategico della Flotta del Pacifico. Il punto sui sottomarini classe Borei.

Mosca schiera missili su Kamchatka e avverte Tokyo

La Russia ha schierato nel sud della penisola della Kamchatka batterie missilistiche di difesa Bastion-P /SSC-5 Stooge. Secondo Izvestia, la prima batteria di difesa costiera supersonica, è attualmente operativa lungo la parte sud-orientale della penisola. E' ritenuto un chiaro messaggio rivolto al Giappone in merito alle controversie in atto sulle Isole Curili.

Quella nota come “La disputa delle Curili”, riguarda l’arcipelago di 60 isole a nord di Hokkaido e risale alla fine della seconda guerra mondiale, quando l’Armata rossa le occupò per assicurarsi il controllo dell’accesso nella base navale di Vladivostok. Il Giappone vanta pretese sulle isole Kunashir, Iturup, Shikotan e sul gruppo di isolotti Habomai che definisce Territori del Nord. Secondo Mosca, invece, le isole sono state occupate legittimamente nel 1945. La disputa territoriale ha impedito a Russia e Giappone di firmare un trattato di pace dopo la seconda guerra mondiale. Lo scorso novembre, Mosca ha schierato due sistemi missilistici di difesa nelle isole Curili. Il sistema missilistico anti-nave Bastion-P è operativo nell’isola di Iturup, la maggiore delle Curili del sud. Il sistema Bal/SS-C-6 Sennight è stato invece schierato sull’isola Kunashir, la più meridionale delle Curili. Le divisioni missilistiche costiere russe sono in addestramento di tiro nel Mar del Giappone dal maggio del 2015.

La settimana scorsa, il Ministro degli Esteri giapponese Fumio Kishida, ha affermato che le isole Curili potrebbero rientrare nello schermo difensivo degli Stati Uniti se venissero ufficialmente inserite nel trattato di cooperazione e sicurezza reciproca, che obbliga entrambe le parti alla reciproca assistenza militare.

Nell’ultimo incontro istituzionale avvenuto a Tokyo lo scorso dicembre, il presidente russo Vladimir Putin ed il primo ministro Shinzo Abe, decisero di instaurare una cooperazione economica sulle isole, apparentemente con l'obiettivo delle creare condizioni favorevoli per i colloqui di pace. Nello specifico, si tratta di uno sviluppo congiunto sulle quattro Isole Curili, con la concessione di diritti a cittadini, organizzazioni ed imprese giapponesi per condurre attività in vari settori. La sovranità russa sull'arcipelago non è negoziabile.

Difendere Kamchatka

Le batterie missilistiche costiere avranno il compito di difendere la base Rybachiy di Kamchatka, comando della flotta sottomarina strategica russa nel Pacifico. Durante la guerra fredda, la base sarebbe stata uno dei principali obiettivi della Us Navy, così da interdire l’immersione dei sottomarini strategici e d’attacco Akula. La strategia di interdizione è rimasta la medesima: i sistemi Bastion che sostituiscono gli obsoleti Redoubt (sviluppati nel 1960 e prodotti fino alla metà degli anni ’80), avranno il compito di proteggere le unità ancorate nelle diverse baie della penisola e scongiurare un assalto anfibio (sebbene quest’ultima strategia provenga proprio dalla guerra fredda). Nella penisola della Kamchatka sono schierati i sottomarini della 10a e 25a divisione strategica inquadrati nel 16° Squadrone della Flotta del Pacifico. Nel 2015, la 25a divisione, con sede a Viljučinsk, ha iniziato la transizione verso i sottomarini strategici classe Borei. Altre tre unità Borei dovrebbero unirsi alla Flotta del Pacifico entro il 2020. I sottomarini di quarta generazione classe Borei comporranno la spina dorsale del deterrente nucleare strategico della marina russa. Andranno a sostituire i sottomarini classe Typhoon, Delta-3 e Delta-4. L’ultimo sottomarino a propulsione nucleare classe Borei, lo Knyaz Pozharsky, è entrato in produzione il 19 dicembre scorso, presso il cantiere Sevmash, a Severodvinsk.

Il K-300P Bastion-P

Il sistema di difesa costiera K-300P Bastion-P conosciuto in Occidente come SSC-5 Stooge, è stato testato per la prima volta il 16 novembre dello scorso anno, contro obiettivi Isis ed al-Nusra identificati nelle province di Idlib e Homs. Per la prima volta il sistema Bastion, equipaggiato con missili P-800 Oniks in grado di distruggere sia obiettivi in mare che a terra ad una distanza massima compresa che va dai 350 ai 450 km, è stato impiegato contro bersagli terrestri in un contesto operativo reale. Probabilmente è stato testato il nuovo sistema di ricerca, considerando che il processo di acquisizione degli obbiettivi varia a seconda dell’ambiente operativo. Il lanciatore Bastion-P è equipaggiato con due P-800 Oniks/ Yakhont (SS-N-26 Strobile) da cui deriva il supersonico BrahMos, il più veloce missile da crociera al mondo. Il missile P-800 Oniks ha un sistema di propulsione a due stadi. Per l’accelerazione iniziale a razzo utilizza del combustibile solido. La crociera supersonica sostenuta è garantita da una propulsione ramjet a combustibile liquido che si attiva dopo l’espulsione del booster. Il P-800 rientra nella categoria dei missili lancia a dimentica: il suo sistema di guida è satellitare nella fase iniziale di volo e radar attivo in prossimità del bersaglio. E’ in grado di volar ad una quota compresa che va dai 5 ai 14 000 metri sopra il livello del mare. Nella fase finale del volo raggiunge l'altitudine minima, manovrando a velocità supersonica: il missile può essere utilizzato fino a condizioni di mare forza sette. Sembra possa imbarcare sia testate nucleari che convenzionali (250 kg). La configurazione di lancio è verticale. Entrambi i missili possono essere lanciati con un intervallo di due secondi. I Bastion possono rimanere in stand-by attivo per un massimo di 30 giorni.

Il punto sui Borei

Entro il 2020, la Marina russa conta di operare su un totale di otto sottomarini balistici classe Borei: tre 955 e cinque 955-A o Borei II. Ogni Borei dovrebbe trasportare da sedici a venti missili Bulava (955A), ognuno dei quali dotato da sei a dieci testate Mirv. Il missile a tre stadi Bulava, nome in codice Nato SS-N-30 Mace, è la versione navale del più avanzato missile balistico russo, l’SS-27 Topol-M. Può essere lanciato anche in movimento. È lungo 12,1 metri, diametro di 2,1 metri e pesante 36,8 tonnellate: può colpire bersagli fino ad ottomila chilometri di distanza ed è progettato per equipaggiare esclusivamente i sottomarini nucleari classe Borei. Le modifiche sui Typhoon sono state ritenute troppo costose. Afflitto da numerosi problemi di sviluppo, il Bulava non è ancora stato dichiarato operativo dal Ministero della Difesa russo. Lo scorso luglio l’Academician V.P.Makeyev State Rocket Centre ha ricevuto un contratto governativo per la progettazione e sviluppo di un nuovo missile balistico. La certificazione operativa potrebbe avvenire entro l’anno, dopo la conclusione dei test. La possibile copertura di obiettivi sensibili, considerando la gittata di ottomila chilometri, potrebbe essere il Mare di Barents ed il Mare di Okhotsk. I sottomarini Borei, ancora oggi, non sono ancora in grado di svolgere il loro compito primario e, cioè, la deterrenza nucleare con il nuovo sistema d'arma.

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