Scambio di prigionieri tra Stati Uniti e Iran, scarcerati due ricercatori

Entrambi detenuti con l'accusa di spionaggio, sarebbero stati liberati nelle ultime ore. Trump: "Continueremo a lavorare per portare a casa nostri cittadini detenuti senza motivo". Soddisfatti entrambi i Paesi

Scambio di prigionieri tra Stati Uniti e Iran, scarcerati due ricercatori

Entrambi sarebbero stati liberati in quello che sembrerebbe delinearsi come un vero e proprio scambio di prigionieri tra Paesi. In queste ore, infatti, Xiyue Wang, un ricercatore sino-americano detenuto in Iran dal 2016, e Massoud Soleimani, uno scienziato iraniano arrestato lo scorso anno a Chicago, sono stati rilasciati e presto potranno fare ritorno nei rispettivi stati, dove rivedranno familiari e parenti.

I motivi dei loro arresti

Secondo quanto riportato da La Stampa, Wang era stato fermato della forze di sicurezza iraniane con l'accusa pesante di aver "collaborato con governi stranieri" e cioè di essere una spia. E anche Soleimani, ricercatore specializzato in cellule staminali, a sua volta, era stato denunciato per aver cercato di esportare illegalmente "materiale biologico" verso l'Iran. Entrambi si sarebbero sempre professati innocenti e, nelle ultime ore, se ne sarebbero convinte anche le autorità coinvolte, che hanno concordato la loro scarcerazione. Wang si era laureato all'università di Princeton ed era stato condannato a dieci anni di reclusione anche per essersi infiltrato illegalmente nel Paese e aver diffuso materiale riservato all'estero. Ma nel suo caso, oltre a lui e ai suoi familiari, anche l'università aveva respinto le accuse.

I commenti di Zarif e Trump

Dai due Paesi, intanto, si registra soddisfazione per la rimessa in libertà dei due cittadini. Sul caso è intervenuto il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, che ha espresso la sua soddisfazione e ha dichiarato: "Il professor Soleimani e il signor Xiyue Wang potranno presto riabbracciare le loro famiglie". E anche il capo della Casa Bianca, Donald Trump, ha precisato che il ricercatore era "imprigionato con la scusa dello spionaggio" e ha aggiunto: "Liberare cittadini americani prigionieri è di vitale importanza per questa amminisrazione: continueremo a lavorare per riportare a casa tutti i nostri cittadini detenuti senza giusti motivi all'estero".

Le nuove sanzioni

In base a quanto ricostruito, lo scambio di prigionieri si sarebbe concretizzato in un momento di massima tensione tra Washington e Teheran. L'amministrazione Trump, proprio in queste ore, ha imposto sanzioni a tre leader della milizia irachena sostenuti dall'Iran per la repressione delle proteste nel Paese e avrebbe avvertito Teheran di rimanere fuori dagli affari interni iracheni.

Intanto, l'ex tycoon starebbe valutando anche l'ipotesi di un invio di altre 7mila soldati nel Golfo per difendere gli alleati regionali e mettere sotto pressione Teheran, che negli utlimi giorni avrebbe represso (con violenza) le manifestazioni di piazza.

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