"6 volte superiore a Chernobyl". La paura per Zaporizhzhia

I combattimenti sono terminati nelle prime ore del mattino con la ritirata dei soldati ucraini, ma durante la notte gli scontri hanno fatto temere il peggio

"6 volte superiore a Chernobyl". La paura per Zaporizhzhia

Zaporizhzhia è un'importante città lungo il fiume Dnepr, un crocevia per il sud dell'Ucraina. Si è a metà strada tra le coste del Mar d'Azov e la città di Dnipro. In tempo di pace, questo centro da 700mila abitanti è quindi uno snodo economico fondamentale per l'est del Paese.

Oggi, in tempo di guerra, è un luogo strategico importante per i russi per consolidare la loro morsa sulle regioni orientali attorno al Donbass. Ed è per questo che, una volta ultimato l'accerchiamento di Mariupol e la conquista dei porti di Melitopol e Berdiansk, le truppe si sono rivolte verso l'interno in direzione di Zaporizhzhia.

Ma qui, tra le altre cose, lungo le rive del Dnper c'è un altro snodo importante a livello economico e strategico: la centrale nucleare. Situata poco più a sud del centro della città, di fronte il porto fluviale di Nikopol, la struttura dagli ucraini è indicata come la centrale più grande d'Europa.

I combattimenti per la sua conquista questa notte hanno fatto trattenere il fiato all'intero Vecchio Continente. Kiev ha denunciato colpi di artiglieria costante verso la centrale a partire dalla tarda serata di giovedì. Un martellamento che ha anche causato un incendio. Si era parlato di un reattore danneggiato, ma le fiamme in realtà hanno preso il sopravvento nella sala macchine.

Per diverse ore il governo ucraino ha chiesto invano ai russi di terminare gli scontri. Un appello che è arrivato anche da Vienna, sede dell'Aiea, l'agenzia dell'Onu sul nucleare. Il presidente ucraino Zelensky ha parlato in mattinata, quando la battaglia era finita, accusando i russi di “terrorismo nucleare”.

Le autorità locali, mentre i combattimenti stavano infuriando, hanno voluto sottolineare che la centrale è molto più grande di quella di Chernobyl. Ossia la struttura luogo della più grave sciagura nucleare di sempre, situata a nord di Kiev e il cui sarcofago che custodisce il materiale radioattivo è in mano russa già dalle prime ore del conflitto.

“Se dovesse saltare in aria – ha dichiarato nella notte il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba – il danno sarà sei volte quello di Chernobyl”. Anche perché nei dintorni ci sono città importanti. Oltre Zaporizhzhia, anche Dnipro e le cittadine portuali sul Mar d'Azov. Intere regioni da far evacuare in caso, oltre che lo spettro di una grande nube radioattiva sui cieli d'Europa o della stessa Russia, a seconda delle direzioni del vento.

“Sparare sul dom, la cupola del reattore nucleare, significherebbe ripetere Chernobyl – ha dichiarato all'AdnKronos Maurizio Martellini, fisico nucleare – Quando ci fu nell'86 a Chernobyl, la cupola esplose e tutto il materiale radioattivo fu sparato a decine di km arrivando fino all'Italia. Se la centrale atomica venisse colpita per sbaglio, il rischio di una Chernobyl 2.0 sarebbe reale”.

La centrale in mano a Mosca

Ma adesso com'è realmente la situazione? Per quanto concerne la sicurezza dell'area, non ci sarebbero più problemi. Fonti dell'esercito ucraino hanno dichiarato che alle 7:20 l'incendio causato dai combattimenti è stato definitivamente domato e non sono stati registrati feriti. L'indice di radioattività nelle regioni circostanti Zaporizhzhia non ha subito variazioni, dunque non c'è stata fuga di materiale pericoloso.

Sotto il profilo militare, i russi sono riusciti a prendere l'intera area. La centrale è adesso in mano alle truppe di Mosca. Non ci sarebbero quindi altri combattimenti in corso, con l'esercito ucraino che si è dovuto ritirare dalla struttura alle prime luci dell'alba.

Per la Russia si tratta di un'avanzata importante. Non solo adesso Mosca ha in mano le chiavi energetiche dell'Ucraina, ma può puntare sul centro di Zaporizhzhia e, da lì, risalire verso Dnipro, città dove i volontari ucraini da alcuni giorni sono schierati in previsione proprio della battaglia.

Negli scontri, secondo il bilancio redatto dalla Società nazionale ucraina per la produzione di energia nucleare, sarebbero morte almeno tre persone. Si tratterebbe di soldati uccisi durante la battaglia. Altri due sono rimasti feriti, uno è in gravi condizioni.

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