Se il Pride Month diventa marketing: così i brand celebrano l'orgoglio gay

Dalla Sony passando per Netflix, Levi's e Starbucks: nel Pride Month è gara di marketing fra i grandi marchi internazionali sui temi Lgbt e diritti gay

Nell'era del politicamente corretto imperante, frutto dell'ossessione per i diritti civili e dell'esaltazione vittimistica delle minoranze, come direbbe Robert Hughes (La cultura del piagnisteo. La saga del politicamente corretto. 1992, Adelphi), anche il marketing recita una sua parte essenziale. E fra i grandi marchi e multinazionali è gara a chi appare più "progressista" e più vicino alle rivendicazioni delle minoranze. Il Global Pride, celebrato lo scorso 27 giugno, è stata l'occasione perfetta in tal senso: giugno, il Pride Month, è tradizionalmente il mese dell’orgoglio lgbt, che ogni anno si celebra in memoria dei moti di Stonewall avvenuti nella notte del 27 giugno 1969 a New York. E se nelle città di tutto il mondo - da Madrid a New York - edifici e monumenti sono stati addobbati da arcobaleni, anche sul web e sui social le più importanti aziende e brand del mondo non hanno voluto essere da meno.

Ecco i brand che celebrano l'orgoglio gay

La popolare piattaforma streaming Netflix ha pubblicato un video per celebrare il Pride Month con 60 secondi di baci tra persone dello stesso sesso: una video raccolta di baci gay tratti dalle proprie serie e dai propri film, tra i quali Sense8, Chiamami col tuo nome, Orange is the New Black, Pose, La vita di Adele, Elite, Skam Italia, La Casa di Carta, Vis a Vis, Sex Education, Glee, The Politician. "Ok, non ci sarà il Pride nelle strade", si legge nel video. "Ma tranquilli, i baci, quelli ci son tutti". Anche la Sony, come ogni anno, attraverso la sua console Playstation, ha celebrato il Pride Month con un tweet: "Questo mese e ogni mese PlayStation dà il benvenuto a tutti i giocatori. Happy #Pride!".

Come spiega Ninja Marketing, nonostante il periodo che vede diversi brand affrontare numerosi tagli di budget, hanno scelto comunque di dedicare parte delle loro risorse per supportare la comunità Lgbt. Tra questi c'è il brand di denim americano Levi's, che ha lanciato la campagna Levi's - Use Your Voice con un video il cui tema è quello di incoraggiare le persone ad agire con orgoglio, parlare ed esprimere quello che provano e il loro punto di vista. C'è poi lo spot di Diesel, Francesca, dedicato alla comunità transgender o la pluri-premiata campagna What’s Your Name di Starbucks, che racconta la storia di James/Jemma.

Le candele di genere "fluido"

Tra le iniziative più curiose c'è sicuramente quella lanciata da Boy Smells, azienda americana che produce candele e prodotti per il corpo di genere "fluido". "Volevamo avere prodotti che abbracciassero contemporaneamente maschi e femmine in un modo semplice e diretto che non fosse apertamente mirato a un genere", affermano i fondatori. Come spiega Ninja Marketing, per il Pride Month di quest’anno il brand ha scelto di investire non solo in una collezione di Candele Arcobaleno, ma di aprire i propri canali social a sei ambassador della comunità Lgbt, cui è stata dedicata una fragranza, con il compito di creare contenuti e stimolare discussioni sul tema delle diversità.

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Commenti

Machiavelli63

Lun, 29/06/2020 - 16:23

cultura? questi non rispettano nessuno, il rispetto lo pretendono, ma ben si fuardano dal portarlo, sono solo dei poveri esibizionisti che hanno il loro giorno di gloria annnuale, e poi tornano a fare le vittime, mentre in realtà sono solo dei provocatori.

Ritratto di mbferno

mbferno

Lun, 29/06/2020 - 16:53

Uno che si concia così ha grossi problemi.

Ritratto di Giusto1910R

Giusto1910R

Lun, 29/06/2020 - 17:43

Da quando i dirigenti del pensiero LGBT hanno voluto coinvolgere nella "libertà sessuale di qualunque tipo", tutti gli appartenenti alle varie comunità, questi hanno perduto la loro personale valenza rivoluzionaria.