Choc in India, bimbo appena nato "sbranato da cani randagi"

Il personale della clinica indiana avrebbe giustificato il decesso del bimbo dichiarando che sarebbe “nato morto”, per poi provare a corrompere i genitori

Un sentimento di orrore sta montando in India a causa della vicenda di un neonato morto per essere stato “sbranato da un branco di cani.

La tragedia, riporta il Guardian, si è consumata questo lunedì nell’ospedale Akash Ganga, nell’Uttar Pradesh, ed è attualmente oggetto di indagini.

In una struttura sanitaria privata nel distretto di Farrukhabad, località ubicata a circa 180 chilometri dalla capitale statale Lucknow, un bambino con appena tre ore di vita, ricostruisce il giornale inglese citando la testimonianza affidata alla polizia dai genitori del piccolo, sarebbe stato lasciato senza alcuna sorveglianza all’interno di una sala operatoria.

Un branco di animali randagi sarebbe quindi penetrato all’interno dell’ambiente medico, prosegue il racconto dei parenti della vittima, passando attraverso una finestra che era allora spalancata. Una volta notato il bimbo da solo nella sala, i cani si sarebbero avventati indisturbati contro di lui.

Gli inquirenti, riferisce l’organo di informazione, hanno comunicato che sul corpo del neonato morto vi sarebbero “ferite da tutte le parti”, ma anche che, per stabilire ufficialmente le cause del decesso e per procedere con l’arresto dei responsabili delle fatali disattenzioni, devono attendere che un medico legale effettui l’autopsia.

In attesa dell’esame autoptico, le forze dell’ordine indiane hanno già provveduto, fa sapere la testata, a porre sotto sequestro la clinica e a notificare agli impiegati della stessa degli avvisi di garanzia in cui questi risultano indagati per “omicidio colposo”.

I poliziotti hanno contestualmente appurato, rimarca il quotidiano britannico, che la struttura sanitaria avrebbe finora funzionato “senza avere alcuna licenza” e la mancanza in questione rischia di costare ai vertici dell’ospedale privato pesanti sanzioni.

Aspettando il processo destinato a fare luce su quanto verificatosi recentemente nel distretto di Farrukhabad, i genitori del piccolo stanno lanciando pesanti accuse a carico del personale dell’Akash Ganga, biasimato per avere innanzitutto dato prova di sciatteria estrema lasciando da solo in una sala operatoria un bambino appena venuto alla luce.

Oltre a denunciare l’irresponsabilità degli addetti alla clinica, i familiari, precisa il giornale, li contestano anche per avere mentito sulla drammatica scomparsa del piccolo, avendone giustificato il decesso con la scusa secondo cui sarebbe “nato morto”.

Il personale sanitario, dopo avere constatato la fragilità di tale giustificazione, avrebbe successivamente, sulla base del medesimo racconto dei genitori rilanciato dal Guardian, offerto del denaro a questi ultimi per convincerli a “mantenere il silenzio” sull’episodio di cronaca.

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