Morte Floyd, Usa nel caos: ​arrestati anche gli altri 3 agenti

Altri tre agenti di polizia di Minneapolis sono stati incriminati per la morte dell'afroamericano George Floyd. Gli Stati Uniti sono nel caos

La rottura tra Donald Trump e il capo del Pentagono Mark Esper, la posizione del poliziotto Derek Chauvin che si aggrava, altri tre agenti di polizia di Minneapolis incriminati per la morte dell'afroamericano George Floyd. È stata un'altra giornata di fuoco negli Stati Uniti, tra dichiarazioni al vetriolo e colpi di scena giuridici.

La rottura tra Trump ed Esper

Partiamo dall'ormai evidente spaccatura tra Trump ed Esper. Quest'ultimo, parlando con i giornalisti, ha preso le distanze dall'inquilino della Casa Bianca, sia per quanto riguarda la minaccia del presidente di voler usare l'esercito per fermare le proteste, sia per la foto che lo ritrae davanti alla St. John Church con una Bibbia in mano dopo aver fatto allontanare i manifestanti con proiettili di gomma e lacrimogeni.

"Sapevo che stavamo andando alla chiesa, ma non sapevo che vi sarebbero state delle foto", ha spiegato Esper durante una conferenza stampa al Pentagono. Lo stesso Esper ha detto di non essere stato informato dei piani delle forze dell'ordine per sgombrare il parco, aggiungendo che non si aspettava di esserlo "non essendo quella un'azione militare". "Faccio tutto quello che posso per essere apolitico e stare fuori da situazioni che possano apparire politiche - ha poi aggiunto - e qualche volta ci riesco e qualche volta non ci riesco".

L'uso dell'esercito

Per quanto riguarda l'esercito, Esper è stato chiarissimo: "Non sostengo il ricorso all'Insurrection Act". Tali misure, ha proseguito, "dovrebbero essere usate solo come ultima spiaggia e soltanto nelle situazioni più urgenti e critiche". In merito all'omicidio Floyd, il segretario alla Difesa ha parlato di un "crimine orribile", chiedendo che i poliziotti coinvolti siano "incriminati per questo assassinio". Si tratta, infatti, "di una tragedia che abbiamo visto ripetersi fin troppe volte".

Esper ha inoltre annunciato che l'esercito Usa sta conducendo un'inchiesta per determinare perché un elicottero della National Guard abbia sorvolato a bassa quota i dimostranti a Washington lunedì notte. In una conferenza stampa, il capo del Pentagono, ha detto che "solo ieri pomeriggio è stato determinato che è stato un elicottero della National Guard a volare a bassa quota su un isolato della città".

Esper ha affermato di aver dato "nel giro di un'ora, istruzioni al segretario dell'Esercito di condurre un'inchiesta per determinare che cosa fosse successo e perché, e quindi riferirmi". Il capo del Pentaqgono ha comunque riconosciuto che si è trattato di una manovra "non sicura", aggiungendo però di voler aspettare di "sapere di più" sulla missione dell'elicottero.

In ogni caso, il portavoce della Casa Bianca, Kayleigh McEnany, ha chiarito la posizione di Trump: "Al momento Mark Esper è ancora segretario alla Difesa e se il presidente dovesse perdere la fiducia in lui, lo sapremo in futuro".

Chauvin rischia fino a 40 anni di carcere

A proposito dei poliziotti, il procuratore generale del Minnesota ha incriminato i tre agenti di polizia di Minneapolis coinvolti nella morte dell'afroamericano Geroge Floyd per "aiuto e complicità" in omicidio di secondo grado, cioè volontario. Lo riportano i media americani citando i documenti del tribunale. I tre poliziotti sono: Thomas Lane, J. Alexander Kueng e Tou Thao, già licenziati dopo lo scoppio del caso.

Uno degli altri tre agenti incriminati per la morte di George Floyd con l'accusa di favoreggiamento è stato arrestato. Lo hanno reso noto le forze dell'ordine che stanno predisponendo l'arresto anche degli altri due. Stando al sito dello sceriffo della contea di Hennepin, in manette sarebbe già finito J. Alexander Kueng.

Si aggravano, invece, le accuse contro Derek Chauvin, il poliziotto accusato di aver ucciso Floyd. Nel suo caso, sottolinea l'agenzia Adnkronos, la procura dello stato del Minnesota lo ha ora incriminato per omicidio di secondo grado. L'uomo rischia fino a 40 anni di carcere. Secondo l'accusa, la morte di Floyd, per quanto non voluta da Chauvin, sarebbe stata provocata da un reato commesso dall'agente, che ha tenuto il suo ginocchio sul collo dell'afroamericano per nove minuti fino a soffocarlo.

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Commenti

maricap

Gio, 04/06/2020 - 16:58

Invece di tante sviolinate, cominciate col dire per quale motivo il tizio, era stato fermato dalla polizia, e del suo comportamento, che ha costretto gli agenti a metterlo a terra, e a mantenercelo. Obama & C spieghino cosa hanno a che fare i saccheggi, gli incendi e le devastazioni, di beni pubblici e privati, con una morte, le cui cause sono ancora tutte da accertare, anche se il poliziotto è finito subito in galera con l'accusa, che è stata fatta passare in breve tempo, da omicidio colposo a quello Doloso. Anche in America i dem cercano di sfruttare qualsiasi occasione, pur di racimolare voti, e ben si sa, che la madre degli imbecilli è sempre incinta, quindi .....