Striscia di Gaza, cooperazione militare tra Israele ed Egitto

Le relazioni tra Israele ed Egitto hanno raggiunto il livello più alto della storia grazie ai nemici comuni: i gruppi armati che operano nella Striscia di Gaza.

Striscia di Gaza, cooperazione militare tra Israele ed Egitto

Le relazioni tra Israele ed Egitto hanno raggiunto, probabilmente, il livello più alto della storia grazie ai nemici comuni: i gruppi armati che operano nella Striscia di Gaza. È questa l'opionione dei principali media arabi.

Quella che è considerata a tutti gli effetti una cooperazione militare, riguarda la situazione nel Sinai, dove sono attive forze dello Stato islamico. In base a tale cooperazione, Israele avrebbe più volte autorizzato l’Egitto a schierare ulteriori soldati e carri armati nel Sinai, ben oltre i limiti e le aree consentite dagli accordi di Camp David. Ciò dimostrerebbe una flessibilità tra i due paesi senza precedenti. L’Egitto, invece, avrebbe autorizzato in diverse occasioni raid aerei israeliani nel Sinai. Il fronte comune si sarebbe consolidato anche grazie alla visione nei confronti di Hamas, che nella Striscia di Gaza occupata governa oltre due milioni di persone. Secondo l’Egitto, Hamas supporta economicamente l’organizzazione dei Fratelli musulmani.

Anche se molti egiziani continuano a considerare Israele come una minaccia e simpatizzano con la causa palestinese, i rapporti tra i due paesi sono nuovamente ripresi sotto il presidente Abdel Fattah el-Sisi. Israele ed Egitto, ad esempio, hanno collaborato nella distruzione della vasta rete di tunnel palestinesi costruito tra Gaza ed il Sinai, utilizzati per il commercio illegale delle armi. Nell’ottobre dello scorso anno l'ambasciata israeliana al Cairo è stato riaperta. Pochi mesi dopo, anche l’Egitto ha riaperto la sede diplomatica a Tel Aviv. L’Egitto così come la Giordania sono gli unici paesi arabi che hanno firmato trattati di pace con Israele, anche se le relazioni restano delicate, specialmente sulla questione palestinese. Lo scorso settembre, il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi, lodando (a porte chiuse) il livello di cooperazione raggiunto tra i due paesi, ha esortato Israele, all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel porre fine all'instabilità regionale. Sisi ha anche sottolineato che l'Egitto è impegnato nei processi di pace in diverse parti della Regione, in particolare tra Israele ed i palestinesi.

La stretta collaborazione tra Egitto ed Israele ha senza dubbio ricevuto l'approvazione dei tradizionali alleati degli Stati Uniti nella regione, quei regimi relativamente filo-occidentali come le monarchie degli Stati del Golfo e la Giordania. Un possibile asse di stati relativamente moderati potrebbe rivelarsi utili nell'affrontare avversari condivisi e, principalmente, nell’isolare l’Iran. Nel medio e lungo termine, però, è impossibile stabilire gli effetti sulle attuali divisioni in corso e sull’instabilità nella regione.

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