India, studenti inscenano la distruzione di una moschea

I dirigenti della scuola indiana si sono difesi affermando che la rievocazione incriminata serviva a “promuovere il patriottismo tra i giovani”

In India sono appena esplose forti polemiche a causa di una rievocazione storica, messa a punto dagli studenti di un liceo, incentrata sulla distruzione di una moschea.

L’iniziativa oggetto di critiche, riferisce la Bbc, si è svolta presso la Sri Rama Vidyakendra High School, istituto superiore privato della città di Mangalore, nello Stato meridionale di Karnataka. La controversa rievocazione storica è stata portata in scena dagli alunni nell’ambito di un festival scolastico annuale dedicato allo sport e alla cultura.

Nel corso dell’evento in questione, i ragazzi si sono appunto cimentati in un simbolico “assalto” a un grande poster della cinquecentesca moschea di Babri, facendo così riferimento alla distruzione di tale edificio religioso avvenuta nel 1992, nella città di Ayodhya, ad opera dei nazionalisti indù.

La rievocazione dell’attacco della folla alla moschea, precisa la Bbc, è stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica indiana grazie a Lavanya Ballal, esponente del Partito del Congresso, forza politica di opposizione al governo Modi. La donna ha infatti postato sui social un video, di circa due minuti, in cui è racchiuso proprio il momento del simbolico assalto al poster della moschea di Babri.

Nella ripresa rilanciata dalla Ballal si notano gli studenti della Sri Rama Vidyakendra High School che, brandendo vessilli arancioni che richiamano quelli dei nazionalisti indù, si radunano intorno a una grande foto dell’edificio islamico, per poi avventarsi contro quell’immagine tra grida e salti di gioia. Al finto assalto documentato dal video, afferma la Bbc, avrebbero preso parte persino dei “bambini” e a tale controversa manifestazione scolastica avrebbero assistito anche Sadanand Gowda, ministro federale dell’Industria chimica e dei Fertilizzanti, e l’ex ufficiale di polizia Kiran Bedi.

In seguito alla diffusione on-line della ripresa incriminata, i dirigenti dell’istituto, riporta sempre la Bbc, sono stati accusati di incitamento all’odio e cinque di loro sono stati di conseguenza denunciati alla polizia. Gli indagati si sono subito difesi affermando che la rievocazione dell’abbattimento della moschea di Babri puntava a “promuovere il patriottismo tra i giovani”.

Tra i dirigenti denunciati vi è anche Kalladka Prabhakar Bhat, esponente dell’organizzazione nazionalista indù Rashtriya Swayamsevak Sangh, che ha affidato ai microfoni del network britannico queste dichiarazioni a sua discolpa: “Durante quel festival scolastico, non è stata detta neanche una parola contro i musulmani. Quella manifestazione non ha fatto altro che ricordare la distruzione di una moschea”.

Bhat ha poi precisato che la Sri Rama Vidyakendra High School, per celebrare il passato e le conquiste dell’India, decide ogni anno di portare in scena la rievocazione di un avvenimento della storia nazionale. Per il 2019 si era scelta appunto la vicenda dell’assalto alla moschea di Babri.

Egli ha quindi ribadito il significato patriottico dell’iniziativa oggetto di polemiche: “Grazie alla rievocazione di quell’abbattimento, i più giovani impareranno ad amare la patria e a sacrificarsi per la collettività. Impareranno inoltre a combattere ogni tentativo di insultare l’India. Di conseguenza, non c’era alcuna intenzione di fare propaganda anti-islamica”.

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