Stuprarono e uccisero una studentessa in India: in 4 condannati a morte

L'esecuzione è prevista per il primo febbraio. Il presidente della Repubblica ha respinto la richiesta di grazia presentata da uno dei condannati

Avevano stuprato e torturato una studentessa 23enne, uccidendola. Ora, 4 ragazzi tra i 25 e i 32 anni sono stati condannati a morte, in India.

Era la sera del 16 dicembre 2012 quando una ragazza di 23 anni, studentessa di fisioterapia, venne aggredita, mentre viaggiava su un autobus insieme a un amico, a Nuova Delhi. La 23enne venne picchiata, stuprata e torturata dagli altri sei uomini presenti a bordo, incluso l'autista. Dopo 11 giorni, la ragazza morì a causa delle ferite riportate.

Tutti i 6 aggressori furono arrestati e incriminati per stupro e omicidio. Tra questi, uno di loro morì in carcere nel 2013, per suicidio (secondo la polizia, anche se la famiglia ha sollevato dubbi sulle cause della morte), e un altro, l'unico minorenne, venne condannato a 3 anni di detenzione in un riformatorio. Gli altri 4, invece, erano stati riconosciuti colpevoli nel 2013 e la sentenza era stata confermata nel 2014, in appello. Poi, nel 2017, la Corte suprema aveva respinto le istanze di revisione e lo scorso 7 gennaio, la Corte d'assise ha emesso un mandato di esecuzione delle condanne a morte. La data dell'impiccagione era stata fissata per il 22 gennaio, ma le istanze di ultimo grado hanno rimandato l'esecuzione. Così, il 17 gennaio, la Corte ha emesso un nuovo mandato: i 4 condannati a morti dovrebbero essere impiccati il primo febbraio. Uno dei 4 condannati aveva chiesto la grazia al presidente della Repubblica, ma la sua richiesta è stata rigettata. Per questo, l'uomo ha chiesto un'udienza urgente alla Corte suprema.

Il 22 gennaio, anche il governo indaino si è rivolto alla Corte suprema, per chiedere l'introduzione di una scadenza di 7 giorni per le domande di grazia dei condannati a morte. Inoltre, è stato chiesto anche l'emissione del mandato di esecuzione della sentenza entro 7 giorni dal rigetto della domanda di grazia da parte del presidente della Repubblica. E sempre dopo una settimana dovrebbe avvenire l'esecuzione. In questo modo, il governo chiede di modificare le attuali linea guida, "incentrate sugli accusati", che permettono loro di "giocare con la maestà della legge". Le autorità, invece, chiedono l'introduzione di linee guida che tutelino le vittime.

Lo scorso anno, il governo aveva allargato i reati punibili con la morte, introducendo la pena capitale per i colpevoli di stupro ai danni di bambini minori di 12 anni. La pena di morte era già presente per lo stupro di gruppo. Secondo i dati dell'agenzia indiana responsabile di statische giudiziarie, nel 2018 sono state pronunciate 400 condanne a morte e la presidenza della Repubblica ha emesso 1.200 atti di commutazione della pena con l'ergastolo.

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Commenti
Ritratto di magicmirror

magicmirror

Mar, 28/01/2020 - 08:21

4 ragazzi tra i 25 e i 32 anni..... "ragazzi" ... per favore, non sono mica italiani che non crescono mai