Tunisia, è morto l'ex presidente Ben Alì

Presidente della Tunisia dal 1987 al 2011, Ben Alì è stato cacciato a seguito delle rivolte della cosiddetta "primavera araba". L'ex capo dello Stato è morto in una clinica saudita dove era ricoverato da tempo

Tunisia, è morto l'ex presidente Ben Alì

Ricoverato da giorni, nel pomeriggio di questo giovedì arriva la notizia che molto in Tunisia si aspettano: è morto l’ex presidente Ben Alì. Si tratta del secondo capo di Stato della storia tunisina, successore di Habib Bourghiba, fondatore del paese nordafricano.

Ben Alì lega il suo nome soprattutto alle primavere arabe del 2011: presidente all’epoca da quasi un quarto di secolo, il suo potere sembra incrollabile quando però improvvisamente, dopo il plateale suicidio di un giovane disoccupato di nome Mohamed Bouazizi, scoppiano le proteste in tutta la Tunisia.

Moti che dal suo del paese arrivano ben presto, tramite anche i social, nella capitale Tunisi e fanno sciogliere come neve al sole l’apparato governativo di Ben Alì. E così il 14 gennaio 2011, il presidente assieme alla sua famiglie sono costretti a fuggire da Tunisi e vanno a vivere a Gedda, in Arabia Saudita.

Da allora si sa poco o nulla della sorte dell’ex presidente. Nel frattempo in Tunisia si cambia costituzione, salgono alla ribalta nuovi nomi, proprio in questi giorni il paese è impegnato nella conta delle schede per le presidenziali. In poche parole, la Tunisia cambia rotta e lo spettro di Ben Alì non compare nemmeno all’orizzonte anche se i problemi di oggi sono gli stessi (e forse ancora più gravi) di quelli del 2011.

Ben Alì nasce nel 1936 quando la Tunisia è ancora una colonia francese e ben presto, già durante gli anni del liceo, aderisce al movimento indipendentista. Quando nel 1956 il paese ottiene l'autonomia, Ben Alì ha appena vent’anni e si arruola nell’esercito. Così come molti rais mediorientali, la carriera militare è il primo passo prima di entrare in politica.

Nel 1980 lascia la divisa per un primo incarico politico, ossia quello di ambasciatore a Varsavia dove rimane quattro anni. La scalata ai vertici del paese inizia nel 1984, quando viene nominato ministro dell’interno. In quel periodo Bourghiba inizia ad accusare problemi di salute, Ben Alì dal canto suo si mostra determinato come ministro dell’interno e questo aiuta a far crescere la sua popolarità. Per tal motivo, nel 1987 viene nominato primo ministro e lui, pochi giorni dopo la nomina, attua il cosiddetto “colpo di Stato medico”. Convince cioè i medici del presidente Bourghiba a dichiarare il capo dello Stato non più idoneo alla gestione del potere e, in questo modo, Ben Alì può prenderne il posto grazie a quanto previsto dall’articolo 57 della Costituzione.

Durante il suo governo prosegue comunque secondo la linea del predecessore, con una politica filo occidentale e volta a rafforzare i dettami laici della Tunisia, ponendo fuori legge i partiti islamisti ed in particolare Ennadha. Formalmente il paese è una democrazia, ma le elezioni terminano spesso con risultati che danno a lui ed al suo partito più del 90% dei voti.

La storia poi, come detto, scrive la sua deposizione e la sua fuga dal palazzo nel cuore della notte del 14 gennaio 2011.

La morte sopraggiunge quindi nel paese in cui va a vivere dopo la primavera araba, a seguito di una lunga malattia. A darne notizia in questo giovedì pomeriggio è la radio tunisina Mosaique FM ed è confermata da fonti mediche della clinica in cui Ben Alì è ricoverato.

Il decesso dell’ex presidente segue di poche settimane quello del suo successore, ossia di Beji Caid Essebsi, primo capo di Stato eletto dopo la rivolta del 2011, e quello della moglie di

quest’ultimo, morta domenica scorsa mentre il paese è alle prese con le elezioni presidenziali. In poche settimane dunque, la Tunisia perde i protagonisti che, nel bene e nel male, scrivono la storia del paese degli ultimi anni.

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