Ucraina, mossa di Putin: riconosciuti i documenti agli abitanti del Donbass

I documenti emessi dalle autorità separatiste del Donbass saranno considerati validi nella Federazione Russa. Intanto Mosca e Kiev si accordano per un nuovo cessate il fuoco

Ucraina, mossa di Putin: riconosciuti i documenti agli abitanti del Donbass

I documenti emessi dalle autorità separatiste delle repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lugansk saranno riconosciuti nella Federazione Russa.

A stabilirlo è stato il presidente russo, Vladimir Putin, che oggi ha firmato un decreto con cui si ordina alle autorità della Federazione Russa di riconoscere la validità dei passaporti, delle targhe dei veicoli e di altri documenti rilasciati dalle autorità separatiste di Donetsk e Lugansk ai cittadini ucraini e agli apolidi residenti nei territori delle due repubbliche. Il decreto firmato oggi da Putin stabilisce, inoltre, la possibilità, per i cittadini delle repubbliche autoproclamate di Donetsk e di Lugansk, di entrare e uscire dalla Russia senza bisogno del visto, sulla base dei documenti di identità rilasciati dalle autorità separatiste, mentre per i minorenni sarà necessario solamente esibire il certificato di nascita.

Lo scopo del provvedimento, che ha forza di legge ed è immediatamente entrato in vigore, per il Cremlino è quello di “proteggere i diritti e le libertà dell’uomo e del cittadino in accordo con i princìpi e le norme del diritto internazionale universalmente riconosciuti”. I territori controllati dalle autorità separatiste si trovano, infatti, da tempo sotto embargo da parte delle autorità ucraine.

La decisione del presidente russo, che arriva a due settimane di distanza dall’inizio di una nuova escalation delle violenze nel Donbass, rappresenta un chiaro endorsement alle autorità delle due repubbliche separatiste, non riconosciute da Kiev. La sua validità però, precisano dal Cremlino, è “provvisoria” e la misura resterà in vigore solo fino a quando sarà raggiunta una soluzione politica per le regioni del sud-est, “sulla base degli accordi di Minsk”. In altre parole vale, non si tratterebbe di un riconoscimento formale delle due repubbliche, ma di un modo per tutelare i cittadini russofoni.

Il provvedimento con cui viene riconosciuta la validità dei documenti emessi dalle autorità di Donetsk e Lugansk arriva anche dopo l’intervento del vice presidente degli Stati Uniti, Mike Pence, che oggi, alla conferenza per la sicurezza di Monaco ha detto che sull’Ucraina gli Usa "continueranno a richiamare la Russia alle sue responsabilità”, con riferimento agli accordi di Minsk. Proprio del processo di pace nel sud-est dell’Ucraina si è discusso oggi, a margine dei lavori della conferenza sulla sicurezza di Monaco, nella riunione ministeriale del formato cosiddetto “normanno”, che comprende i rappresentanti di Francia, Germania, Ucraina e Russia.

Un incontro definito “positivo” dal capo della diplomazia tedesca, Sigmar Gabriel. Con la mediazione di Francia e Germania, Mosca e Kiev hanno, infatti, concordato un nuovo accordo per il cessate il fuoco nel Donbass, che entrerà in vigore a partire dal prossimo lunedì 20 febbraio e che avrà come obiettivo primario quello di mettere fine alla "forte escalation" di violenze registrata nelle ultime settimane. Entrambe le parti si sono impegnate a ritirare l'artiglieria pesante dalla linea di contatto e a garantire l'accesso agli osservatori dell'Osce e alla Croce Rossa, che si occuperà di distribuire gli aiuti umanitari alla popolazione civile.

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