“Rischiamo un nuovo conflitto in Europa”. Nulla di fatto al vertice Nato-Russia

Il vertice di Bruxelles tra Nato e Russia non ha ottenuto risultati significativi e lo spettro di una guerra in Europa persiste

“Rischiamo un nuovo conflitto in Europa”. Nulla di fatto al vertice Nato-Russia

Si è concluso da poco il vertice tra la Russia e la Nato a Bruxelles e sembra che le diplomazie non abbiano fatto grandi passi avanti rispetto a quanto avvenuto a Ginevra lo scorso lunedì.

Il segretario generale dell'Alleanza, Jens Stoltenberg, durante la conferenza stampa al termine dell'incontro avuto coi delegati russi – il viceministro della Difesa Alexander Fomin e quello degli Esteri Alexander Grushko – che doveva porre le basi per un dialogo costruttivo sulla de-escalation nel Vecchio Continente, ha affermato che il “rischio di un nuovo conflitto armato in Europa è reale” ma che l'Ucraina, non facendo parte dell'Alleanza, non ricade al di sotto dell'articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico e pertanto non ci sarebbero conseguenze immediate di un conflitto che coinvolgerebbe gli alleati.

Si è trattato, come ha detto lo stesso Stoltenberg, di un “momento decisivo per la sicurezza europea” che non è stato privo di tensioni: il segretario ha infatti rivelato che “non è stata una discussione facile”. Lo scambio tra le parti è stato “molto serio e diretto” e come sappiamo ha riguardato la situazione in Ucraina e nei dintorni, dove la Russia ha mobilitato circa 100mila uomini ai confini e spostato numerosi assetti militari in una mossa che, stavolta, non assume più il significato di mettere pressione in sede negoziale, ma che assomiglia al preambolo di un'invasione.

Il flop del vertice belga

Il vertice di Bruxelles sembra aver certificato ancora una volta la distanza che ormai separa Mosca dall'Occidente: Stoltenberg ha riferito che ci sono differenze significative tra gli alleati della Nato e la Russia su questi temi, differenze che “non saranno facili da colmare”.

Se proprio si vuole trovare un segnale positivo, è quello che tutti gli alleati dell'Alleanza e la Russia si siano seduti allo stesso tavolo impegnati a dialogare su argomenti sostanziali dopo due anni in cui non è stato possibile convocare tali riunioni.

Sappiamo che anche oggi, a Bruxelles, la Russia ha sollevato le stesse proposte avanzate a dicembre: queste includono la richiesta di interrompere l'ammissione di nuovi membri nella Nato, il ritiro delle forze dai Paesi più orientali, l'assicurazione che non vengano dispiegati sistemi missilistici ai confini della Russia e il ritorno a quella che è, sostanzialmente, la situazione in Europa pre-1997, quando la Nato ancora non aveva cominciato la sua grande espansione verso oriente.

A queste richieste l'Alleanza ha risposto che la politica Open Door, e il diritto di ogni nazione di scegliere le proprie disposizioni di sicurezza, sono intoccabili. La Nato resta, come specificato anche dall'inviata di Washington Wendy Sherman, un ente che “non si espande con la coercizione o la sovversione” ma su base volontaria.

Gli alleati hanno chiarito che non rinunceranno alla loro capacità di proteggersi e difendersi a vicenda anche con la presenza di truppe nella parte orientale dell'Alleanza.

Ma il dialogo continuerà

Allo stesso tempo, sia la Russia sia i membri della Nato hanno espresso la necessità di riprendere il dialogo e di esplorare un programma di incontri futuri. L'Alleanza, così come gli Stati Uniti, è pronta a incontrarsi di nuovo con Mosca per avere discussioni più dettagliate, per mettere sul tavolo proposte concrete, e cercare intese costruttive.

In particolare Stoltenberg ha riferito che gli alleati vorrebbero discutere con la Russia modalità concrete per aumentare la trasparenza delle esercitazioni, per prevenire pericolosi incidenti militari, e per ridurre le minacce nello spazio e informatiche.

La Nato si è anche offerta di individuare nuove forme per il controllo degli armamenti, il disarmo e la non proliferazione nucleare, e in particolar modo discutere su limitazioni reciproche riguardanti lo schieramento di missili, unica richiesta di Mosca fattualmente accettata dall'Occidente.

Per quanto riguarda i canali di dialogo tra est e ovest, gli alleati si sono detti interessati a cercare modi per migliorare i canali di comunicazione civili e militari, ma soprattutto – ed è questo forse l'unico risultato apprezzabile del vertice odierno – si è aperta la possibilità di ristabilire i rispettivi uffici a Mosca e Bruxelles che erano stati chiusi di recente.

Le richieste Nato alla Russia

Stoltenberg ha comunque ricordato che la Nato ha chiara quale sia la situazione in Europa e ha espresso seria preoccupazione per il rafforzamento dell'esercito russo in Ucraina e dintorni, ha invitato quindi la Russia a prendere provvedimenti immediati per disinnescare l'escalation, e a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale dei suoi vicini; ha anche invitato la Russia ad astenersi da atteggiamenti aggressivi e attività maligne dirette contro gli alleati, e a rispettare tutti i suoi obblighi e impegni internazionali. Si è trattato quindi di un “dialogo difficile, ma ancor più necessario” e la Nato ha sottolineato che farà ogni sforzo per trovare una via politica da seguire.

Wendy Sherman, che ha parlato alla stampa dopo il segretario generale dell'Alleanza, ha ricordato quello che è il principio di azione degli Stati Uniti: “nessun accordo sull'Ucraina, senza l'Ucraina, nessun accordo sulla Nato, senza la Nato” rispondendo così a Mosca che in più di una occasione aveva fatto sapere di essere interessata a parlare con Washington, piuttosto che con la Nato.

La Sherman ha ricordato che l'escalation non è una “buona opzione” per le trattative diplomatiche, facendo quindi intendere che gli Usa non accetteranno ulteriormente il linguaggio aggressivo russo, e ha ricordato che, sebbene si possa lavorare insieme su alcuni aspetti, tocchi alla Russia fare il primo passo verso la de-escalation in quanto, secondo la Casa Bianca, è stata Mosca a innescare la crisi e pertanto tocca a essa disinnescarla.

La delegata statunitense ha ancora una volta ricordato che se Mosca dovesse procedere alla soluzione armata della crisi ucraina si troverà a pagare “costi significativi” che saranno molto più grandi di quelli precedenti (si parla, ancora una volta, di misure economiche), ma comunque gli Stati Uniti sono pronti a restare impegnati in un dialogo con la Russia, ricordando anche che “tutti noi speriamo che [Mosca n.d.r.] scelga per la pace e la sicurezza”.

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