Ora scatta l'allarme: "Dopo l'Ucraina tocca a loro..."

Il preidente ucraino, intervistato da Die Zeit, parla di Putin, della minaccia nucleare e dei rischi per una nuova operazione militare della Russia nel prossimo futuro

Ora scatta l'allarme: "Dopo l'Ucraina tocca a loro..."

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, torna a parlare ai media internazionali, questa volta in Germania. Intervistato dal settimanale tedesco Die Zeit, Zelensky ha parlato a lungo, parlando no solo del suo diretto rivale, Vladimir Putin, ma anche evocando i pericoli che a detta del capo di Stato ucraino correrebbe l'intera Europa, non solo il suo Paese.

Zelensky, che non ha lesinato critiche nei confronti del blocco occidentale colpevole, a suo dire, di continuare a comprare petrolio e gas russi, alimentando quindi le casse della Russia, ha avvertito ai suoi interlocutori di fare attenzione alle prossime mosse di Putin. "Ascoltate quello che dicono i propagandisti russi. Stanno persino predicando nelle chiese sulla conquista di altri Stati. Moldavia, Georgia, gli Stati baltici. Sono sicuro che anche la Polonia sia minacciata. In realtà, l'intero continente è in pericolo finché la Russia è in grado di attaccare un altro Paese". Per Zelensky, "la minaccia di una guerra nucleare" del presidente russo Putin è "un bluff". "Una cosa è essere un assassino. Un altro è suicidarsi. Usare armi nucleari significherebbe la fine per tutti, non solo per la persona che le usa. Piuttosto, la minaccia di Putin mostra una debolezza. Si minaccia l'uso di armi nucleari solo quando nient'altro funziona". Ma questo non significa che per l'ex comico, diventato il simbolo della resistenza ucraina, Putin non sia comunque in grado di scalfire l'integraità europea minacciando altri Paesi e l'intera struttura continentale.

Pwr il leader ucraino, l'intervista a Die Zeit serve per due ragioni. C'è sicuramente l'ultimo tentativo di compattare il fronte internazionale in suo sostegno evitando che si possano creare delle crepe come avvenuto per esempio sulla fornitura dei Mig dalla Polonia all'Ucraina. Ma da parte del leader di Kiev c'è anche in questo momento la necessità di far capire alla popolazione ucraina di non avere abdicato al suo ruolo né di avere abbandonato le speranze. I negoziati, pur sottotraccia, proseguono. In queste ore Zelensky ha già dimostrato di avere fato alcune importanti aperture per il tavolo delle trattative con Putin. Ma è chiaro che non possa e non debba apparire una resa. E per questo c'è anche la necessità di continuare a premere su alcuni punti essenziali come la no fly zone, la fornitura di aerei o anche la compattezza del sistema europeo. In questo momento non c'è in ballo non soltanto la sopravvivenza del Paese, ma anche le possibili aspirazioni del Paese nel prossimo futuro, quando la guerra, si spera il prima possibile, avrà cessato di mietere vittime.

Far capire all'Europa che ora l'Ucraina si considera parte di questo sistema è un messaggio politico importante, soprattutto perché sul fronte Nato è lo stesso Zelensky ad avere fatto un primo significativo passo indietro.

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