«Monteleone fermati, l’Udc non ti segue a sinistra»

«Monteleone fermati, l’Udc non ti segue a sinistra»

L’ultima stoccata al centrodestra l’ha data tre giorni dopo la presentazione della candidatura di Sandro Biasotti. Nessuno gliel’aveva chiesto ma Rosario Monteleone è voluto intervenire per dire che «la Liguria merita un’attenzione che oggi da parte del centrodestra non sembra esserci». Il commissario regionale dell’Udc, però, sembra non aver fatto i conti proprio con tutti gli iscritti liguri al partito che di accettare un’alleanza a sinistra proprio non ne hanno intenzione. A farsi portavoce del malessere interno rispetto all’atteggiamento del consigliere regionale è Umberto Calcagno, fino a qualche tempo fa segretario provinciale e ora congelato in questa sua funzione.
Lei parla dell’Udc come di un autobus. Non è che siamo arrivati al capolinea?
«La mia è una metafora per spiegare che in questo partito ci sono da sempre e ho contribuito a fondarlo. Da questo autobus non sono mai sceso né salito, ci sono nato e non intendo scendere»
L’atteggiamento dell’Udc in questi anni è cambiato: da partito di centro alleato con il centrodestra, oggi gli ammiccamenti si fanno alla sinistra. Soprattutto in Liguria
«Proprio per questo abbiamo deciso di tirare la testa fuori dalla sabbia. Non possiamo fare la politica dei “due forni”. L’Udc è all’interno del Partito popolare europeo, con i suoi valori e la sua concezione di fare politica è sempre stato, e sempre sarà, alternativo alla sinistra. Per questo che guardano alle prossime regionali e vedendo il commissario regionale guardare verso sinistra ci siamo allarmati»
Monteleone sostiene che non si possa andare in un’alleanza con il Pdl dove fareste i sudditi
«Qui non si tratta di sudditanza, non entrerò mai nel Pdl perché molte cose non le condivido, soprattutto nella gestione e impostazione del partito. Però, se devo pensare a delle forze con cui confrontarmi e stringere delle alleanze non posso che guardare da una parte sola. Con Pdl e Lega condividiamo valori su cui sostenere ragionamenti che con la sinistra non si possono neppure discutere»
Perché queste cose non le ha dette alla Madonna della Guardia, alla riunione del partito?
«Perché io, come i due terzi del comitato provinciale, a quell’incontro non siamo stati neppure invitati: da un momento del genere, privo di rappresentatività, quale decisioni potevano scaturire? È stato solo un incontro autoreferenziale»
Privi di dialettica interna, insomma. Eppoi si fanno le pulci agli altri partiti
«Mi auguro che un confronto dialettico si apra il prima possibile. Quello che mi sta a cuore far sapere agli elettori dell’Udc, in gran parte di centrodestra, è che all’interno del partito c’è chi ambiguità non ne ha e sa bene dove deve rivolgersi. Certo che noi tutti auspichiamo al più presto la nascita del partito della Nazione di cui parla anche Casini, ma i nostri interlocutori stanno alla nostra destra»
Non le verrà la tentazione di abbandonare la barca?
«Ma per carità! Qui ci sono i miei valori e su questa base vorrei convincere il commissario regionale a fare una scelta che rispecchi e non snaturi la nostra identità. Non ne faccio una questione di simpatie o antipatie personali: Monteleone è stato messo lì come commissario dai vertici nazionali e per me lì può rimanere fino al nuovo congresso, basta che ci si possa confrontare»
Alle scorse amministrative, come segretario provinciale, ha provato a chiudere delle alleanze con Pdl e Lega. Il veto finale è arrivato dal Pdl
«Questo mi è costato anche a livello personale. Mi spiace che dirigenti del Popolo della Libertà, per antipatie personali che non mi riguardavano e che soprattutto non riguardavano simpatizzanti e attivisti dell’Udc abbiamo rovinato alleanze che duravano da tempo»

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