Monza Appello dei medici: «Usate il Tamiflu quando è necessario o il virus si rinforza»

«Prendere il Tamiflu quando non è necessario? È fare un favore d’oro al virus. Si rischia di perdere i benefici della cura e anzi di provocare una metamorfosi nel virus stesso tale da permettergli di resistere al farmaco». Un po’ come è successo con le zanzare, solo che questa volta si parla di influenza A e i rischi sono decisamente più alti. Ieri i medici dell’ospedale San Gerardo che da una settimana stanno lottando ora dopo ora per strappare alla morte il 24enne di Parma colpito in modo grave dal virus H1N1, il primo in Italia, sono stati chiarissimi. Niente caccia all’antivirale se non quando è indispensabile: «Dalla prima comparsa nel nostro paese - spiega il virologo Andrea Gori - abbiamo osservato oltre 60 casi. I primi erano turisti di ritorno da Usa e Messico, poi sono arrivati dall’Inghilterra, mentre ora si tratta di una diffusione autoctona. Molti pazienti mostravano i sintomi di una normale influenza. Non è stato necessario l’utilizzo di alcun antivirale perché la cosa si è esaurita in tre o quattro giorni. L’utilizzo di farmaci come il Tamiflu, che ha dimostrato di funzionare bene, è assolutamente ingiustificato nei pazienti che guariscono spontaneamente». E meno ancora, sottolineano dal nosocomio monzese, in chi l’influenza non ce l’ha neppure: «Un utilizzo sbagliato rischia di innescare una resistenza da parte del virus», conclude. Che tradotto significa l’evoluzione potenziale in un ceppo più resistente. Cosa che non vale per il 24enne ricoverato a Monza. Il virus è lo stesso che ha già costretto a letto centinaia di italiani e di fatto, a differenza di quanto accaduto a Napoli, non sono state riscontrate patologie pregresse tali da giustificare le sue condizioni che restano critiche seppur con qualche speranza in più. L’ultimo bollettino medico diffuso ieri parla di «lievi segni di miglioramento respiratorio», ma soprattutto rivela la scomparsa del virus.

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