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Moratti, appello al Sì: "Battaglia di civiltà. Sulla giustizia serve una riforma liberale"

Confedilizia: "Tema che riguarda tutti". Valcepina: "Garantire un sistema equo"

Moratti, appello al Sì: "Battaglia di civiltà. Sulla giustizia serve una riforma liberale"
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Avrebbe dovuto essere una maratona per il "Sì" organizzata dal centrodestra in piazza San Carlo, ma ieri l'appello al voto si è trasformato in un ricordo di Umberto Bossi, scomparso la sera prima. E così, lasciando la piazza all'omaggio al Senatùr, l'invito a votare del centrodestra è stato fatto un po' in ordine sparso.

Per Forza Italia, quella della separazione delle carriere, è una battaglia storica. "È nel nostro dna riformista, popolare e liberale" spiega Letizia Moratti, presidente della Consulta Nazionale azzurra. "Sulla giustizia serve un modello davvero liberale - sottolinea - Non è una riforma contro i magistrati, ma per i cittadini. Il cuore del provvedimento è la separazione delle carriere che garantisce un giudice realmente terzo, indipendente sia dall'accusa che dalla difesa. Una riforma fondamentale per un Paese moderno che ci affianchi a quelli più democratici e progrediti del mondo e non ci faccia restare, con il No, con Cina, Russia e Corea del Nord". Che il voto abbia una valenza che va ben oltre il colore politico del governo, lo sottolinea con semplicità Moratti: "Le riforme non sono mai di un governo, ma del Paese. I governi passano, le riforme restano. Qui si parla di diritti fondamentali dell'individuo e della presunzione d'innocenza, di garantismo. Con il Sì si completa la riforma Vassalli e si supera l'impostazione fascista con una vera transizione da un modello inquisitorio a uno accusatorio. La riforma aiuterà la magistratura - conclude - a essere percepita dai cittadini come un organo fondamentale nell'equilibrio tra poteri dello Stato, libero dai condizionamenti delle correnti".

Questo voto è "un'occasione concreta per portare avanti riforme attese da anni, migliorare il funzionamento delle istituzioni e dare risposte serie ai cittadini" la dichiarazione dei segretari milanesi del centrodestra Samuele Piscina (Lega), Cristina Rossello (Forza Italia), Simone Orlandi (Fratelli d'Italia) e Mariangela Padalino (Noi Moderati). "Il referendum è una scelta concreta sul futuro del Paese. E su questo il centrodestra è unito, determinato e pronto a fare la propria parte. Colpisce l'evidente incoerenza del fronte del No: molte delle misure oggi contestate erano presenti, fino a poco tempo fa, nei programmi elettorali delle stesse forze di centrosinistra. Oggi, per mero opportunismo politico, vengono rinnegate senza alcuna credibilità".

La riforma della giustizia "rappresenta un passaggio decisivo per rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e garantire un sistema più equo, trasparente e realmente imparziale - spiega Chiara Valcepina, consigliere comunale e regionale di FdI e avvocato - Parliamo di un intervento che incide su principi fondamentali, come la separazione delle carriere e la piena terzietà del giudice, elementi indispensabili in uno Stato di diritto moderno. Votare Sì significa sostenere un cambiamento che punta a rendere il sistema più efficiente, più credibile e più vicino ai cittadini. Rafforzare la giustizia, significa rafforzare lo Stato". Invita al voto anche Confedilizia: "Il tema della giustizia riguarda tutti i cittadini, proprietari di casa e risparmiatori immobiliari inclusi, evidentemente.

Per queste ragioni, la Confedilizia invita i propri rappresentati a esprimere la propria opinione sulla legge costituzionale approvata dal Parlamento con le nuove norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare".

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