Moratti: «Nel 2015 pronta a fare il sindaco di Expo»

(...) Apre il sindaco, che legge i messaggi di Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano. Il presidente del Consiglio si impegna a garantire i fondi e conferma gli stanziamenti decisi il giorno prima dal Cipe: «Gli investimenti nelle infrastrutture per l’Expo sono parte essenziale del programma di governo». Come ricorda Berlusconi nella lettera, «dall’Expo scaturirà un aumento di fatturato delle imprese lombarde di 44 miliardi di euro, saranno 29 milioni i visitatori e si creeranno 70mila nuovi posti di lavoro». Interviene a distanza anche il presidente della Repubblica, che parla di «apertura al confronto tra le istituzioni», «consapevolezza pubblica» e «partecipazione civica».
Più che soddisfatta Letizia Moratti: «Si tratta di un messaggio importantissimo, perché valorizza l’Expo come grande evento, ne riafferma il grande significato economico e garantisce i fondi necessari per la migliore realizzazione dell’iniziativa. Sono assolutamente tranquilla sui fondi, inclusi quelli per le metropolitane». Dopo aver assistito a proposte e relazioni spiega: «È emersa una grande voglia di partecipare e un grande amore dei milanesi per la città e per l’Expo. La città crede nell’Expo e si è riaffermata una Milano città complessa, città postindustriale in cui il cambiamento fa parte dell’identità».
Una città che il sindaco intende governare pienamente fino all’Expo. Si ricandida per il secondo mandato? «Lavoriamo giorno per giorno e comunque io sono commissario dell’Expo oltre che sindaco». Sembra quasi che mediti di non ricandidarsi, ma incalzata lei lo esclude categoricamente: «Non è così. Il mio impegno per Milano è totale ed essendo totale non ha limiti di tempo».
La Moratti illustra poi un’idea precisa e a lunga scadenza di dove intende condurre la città: «Con l’Expo abbiamo tre obiettivi e cioè la valorizzazione economica di Milano, la crescita del sistema Italia e la valorizzazione di Milano e dell’Italia in una dimensione più globale, non solo economica ma anche culturale e sociale».
L’amministratore delegato di Expo spa, Stanca, spiega che per la realizzazione del sito espositivo, con tutte le opere di collegamento, la società di gestione ha messo in preventivo un investimento 1 miliardo di euro. Il governatore, Roberto Formigoni si ispira a Marco Polo e prevede «un Expo innovatore che ci proietti nel nuovo secolo». Stanca esclude anche problemi negli stanziamenti per le metropolitane: «Non c’è motivo per dubitare che il Cipe si occuperà anche di questo».
Arrivano le prime anticipazioni su quel che sarà il sito. Stefano Boeri, architetto membro della consulta architettonica di Expo, parla di «un paesaggio inedito mai visto prima» dove a fare da protagonisti saranno l’acqua e gli orti. «Sicuramente non ci sarà un grattacielo, ma acqua e verde» garantisce Stanca.
Non solo buone notizie. I cahiers de doléances si riempiono di lamentele, proposte e richieste di giovani, professionisti, rappresentanti del mondo della cultura e dell’impresa che si susseguono sul palco. Scatta anche qualche fischio. Cinque minuti a testa, indicati su due monitor con un conto alla rovescia da quiz tv. Qualcuno si agita, qualcun altro si arrabbia, sforano quasi tutti a parte pochissimi tra cui Don Mazzi di Exodus, la presidente del Tribunale, Livia Pomodoro, e il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla.

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