La Moratti in via Padova: «Per me è come il centro»

Il sindaco Moratti mantiene la promessa e torna in via Padova, a tre mesi dagli scontri durante i quali perse la vita un 19enne egiziano. «Sono qui per avviare collaborazioni concrete - ha spiegato il primo cittadino - e per testimoniare che via Padova non è come viene descritta: a Milano non esistono centro e periferie, siamo tutti insieme alla ricerca di una cittadinanza».
Comincia la «fase due»: dopo un primo periodo di ascolto delle realtà che operano sul territorio concluso il 31 marzo, ora è arrivato il momento di passare ai fatti per migliorare la qualità della vita dei residenti. «La sicurezza non può mai essere disgiunta dall’integrazione e dall’accoglienza e le iniziative sociali sono fondamentali per creare condizioni di qualità della vita uguali in tutta la città». Parlando delle sue ordinanze, il sindaco ha aperto uno spiraglio per un alleggerimento. «Le ordinanze sono sperimentali fino al 31 luglio, poi vedremo» ha commentato lasciando intendere la possibilità che si allenti la morsa di Palazzo Marino. Alla richiesta della Lega che vorrebbe estendere divieti e controlli a tutte le periferie, la Moratti ha risposto picche. «I provvedimenti devono essere richiesti, condivisi e noi dobbiamo essere in grado di controllare. Per il momento abbiamo deciso di allargarci in via Sarpi, poi vedremo».

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