Moratti: «Roma e Milano possono e devono coesistere»

RomaUn aeroporto da 70 milioni di passeggeri l’anno. Capace di competere alla pari con i più grandi scali. Il libro dei sogni di Malpensa e del sistema aeroportuale italiano è stato sfogliato ieri a Roma alla conferenza «Due hub, un unico obiettivo: far crescere il Paese», a Villa Madama, «succursale» di palazzo Chigi. Presenti il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli, i sindaci di Milano e Roma Letizia Moratti e Gianni Alemanno. A presentare il piano degli interventi per Malpensa e per Fiumicino, prima nemiche e ora sorelle, è stato Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, società di gestione dei due scali milanesi, che ha parlato di investimenti totali per 5 miliardi di euro entro il 2020 (1,4 dovrebbero riguardare Malpensa) e per 15 miliardi entro il 2040, quando i due scali dovrebbero aver colmato il gap infrastrutturale con gli altri grandi aeroporti europei.
«A Milano - le parole della Moratti - abbiamo oltre il 60% del traffico business e il 50% di traffico merci mentre Roma è leader nel settore turismo: questa divisione tra le due tipologie di passeggeri trasportati consente la coesistenza di due Hub». Malpensa, dunque, vedrà enfatizzata la sua vocazione di scalo business, ideale per viaggi a lungo raggio e per i voli cargo. Progetti suddivisi in tre fasi: la più vicina, entro il 2010, è alle porte e prevede la chiusura dei cantieri per il nuovo raccordo sud tra le due piste lungo 2700 metri lineari (sarà terminato entro dicembre 2009), per le strutture ricettive Airport city da 50mila metri quadri connesse al terminal 1 e alla stazione ferroviaria (giugno 2010) e per il nuovo terminal 1 con 16 pontili di imbarco e 18 gates, che sarà ultimato entro la fine del 2010 e porterà la capacità dello scalo a 30 milioni di passeggeri. La seconda fase, entro il 2015, comprende il nuovo terminal specializzato in voli «low cost» (consegna cantieri nel 2011), l’ampliamento della Cargo City con 13 nuovi hangar per una superficie complessiva di 200mila metri quadrati e una capacità di 2 milioni di tonnellate l’anno (entro il 2013) e la nuova terza pista da 2.440 metri che dovrebbe essere pronta nel 2014 e quindi per l’Expo. A lungo termine, tra il 2017 e il 2020, saranno realizzati ancora il nuovo polo logistico e soprattutto un nuovo terminale centrale con collegamento all’attuale su monorotaia. Progetti ambiziosi, che però necessitano di «alcuni presupposti indispensabili», dice Bonomi. E cioè: «un adeguato modello tariffario» che garantisca nel tempo il processo di generazione dei ricavi per sostenere gli investimenti; tempi rapidi per i processi autorizzativi; lo sviluppo delle «infrastrutture di accesso, la connettività degli aeroporti stradale e ferroviaria, incluso il collegamento diretto con la rete ad alta velocità». Altrimenti il libro dei sogni finirà, chiuso, nel cassetto.
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