La Moratti va all’attacco dei giudici: "Sui clandestini applichino la legge"

Il sindaco critica i magistrati: «Vanificano il lavoro dei poliziotti». Poi si ricandida e strizza l’occhio alla Lega: «È alleato prezioso». E sull'edilizia: il sindaco ricorda che le regole valgono per tutti, anche per il gruppo Ligresti

La Moratti va all’attacco dei giudici: 
"Sui clandestini applichino la legge"

È una Letizia Moratti dura e pura, con tanto di sciarpina verde al collo, la donna che si presenta alla festa della Lega a Bruzzano per spiegare (subito tradotta in milanese) che nel 2011 intende ricandidarsi a sindaco: «Credo di essere sostenuta dalla mia maggioranza e non vedo perché cambiare».
La Moratti affronta tutti i temi caldi. Ricorda che i regolamenti edilizi sono uguali per tutti, anche per il gruppo Ligresti («chiunque voglia partecipare alla trasformazione della nostra città, deve accettare le regole») e chiede che le leggi siano rispettate anche con gli extracomunitari irregolari, per i quali il governo ha introdotto il reato di immigrazione clandestina.
Il sindaco critica l’operato dei magistrati, in alcuni casi ritenuto troppo elastico con i clandestini: «Talvolta gli interventi di poliziotti e carabinieri sono vanificati dall’azione della magistratura. Ogni giorno soggetti presi dalle forze dell’ordine vengono rilasciati dalla magistratura e questo avviene anche purtroppo per il reato di clandestinità. Talvolta c’è una interpretazione della legge che non tiene conto del fatto che la clandestinità è reato».
È la festa milanese della Lega, organizzata da Matteo Salvini e ospitata a Cassina Anna, un centro ricreativo per anziani di Bruzzano fatto ristrutturare dalla giunta Formentini su richiesta di Umberto Bossi, che aveva tenuto qui il primo comizio per le comunali del 1992, vinte trionfalmente dal Carroccio. A inaugurarla proprio il confronto tra Letizia Moratti e il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ritenuto uno dei possibili candidati a governatore del Veneto. Si discute di pacchetto sicurezza, moschee, campi nomadi, lotta alla prostituzione e - pur con qualche sfumatura diversa - le posizioni sono in sintonia.
Moratti corteggia il pubblico lumbard: «La Lega è per me un alleato preziosissimo. Una delle caratteristiche della Lega è il buon senso, poi la vicinanza ai problemi delle persone, poco teatrino della politica, e molta presenza sul territorio, grandi valori». Racconta di frequenti incontri con i vertici. Lusinga anche il più movimentista dei leghisti, Salvini, a cui perdona persino la proposta di vagoni della metropolitana riservati ai milanesi: «Matteo svolge un ruolo di stimolo e di pungolo». Salvini, travolto dagli apprezzamenti positivi per il carroccio, scherza con la Moratti: «Sindaco, conviene non esagerare, altrimenti il Pdl si offende...».
La sintonia riguarda anche l’urbanistica. Il gruppo Ligresti ha presentato ricorso in Provincia sull’edificabilità di alcune aree di sua proprietà. Moratti sottolinea di non voler dare troppo spazio ai costruttori: «Milano in questi anni si è sviluppata senza un piano di governo del territorio, quindi senza regole. Abbiamo individuato nel piano di governo del territorio un nuovo strumento che deve tener conto degli interessi legittimi dei privati ma anche rispettare quelli generali dei cittadini». E così «chiunque intenda partecipare alla trasformazione della nostra città deve accettare queste regole per una città più verde. Oggi Milano ha una percentuale di edificato del 75%. Con il nuovo piano di governo del territorio scenderà al 65%. All’interno di queste regole ogni accordo è possibile».

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