Mostra Al Quirinale pastelli per non dimenticare l’Aids

Scorci coloratissimi con alberi che inneggiano alla vita e alla speranza. Un monito contro chi continua a sottovalutare l’Aids. Inaugurata ieri pomeriggio a Roma presso la Camera dei deputati, sala de Cenacolo di vicolo Valdina 3/a, la personale «Qualcosa in più della speranza». Rimarrà in cartellone fino al 14 maggio con ingresso da piazza di Campo Marzio 42. Si tratta di 15 pastelli intrisi di luce, ora maestosa, ora tragica del napoletano Carlo Cordua, classe 1963, uno dei pittori - curiosità - preferiti da Bill Clinton. Cordua ha lavorato un anno a questo progetto-denuncia. Il percorso va, attraverso i colori, dall’innocenza dell’infanzia al dolore della malattia. Davvero suggestivo. «L’idea nasce - dichiara il moderatore Renato Farina - dall’assoluta sottovalutazione dell’Aids, un problema che ormai è visto solo come africano e viene per questo snobbato dagli organi di stampa. Probabilmente non tira più. E invece continua a mietere vittime in Europa, soprattutto all’Est». «Sull’Aids - aggiunge Livia Turco, componente della commissione Affari sociali della Camera - è caduto un silenzio che deve essere subito rimosso. Spero che questi quadri emozionanti diano impulso a una nuova coscienza generale». La mostra, curata dall’Associazione «Arte e Vita», ha il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri, del Comune di Roma e della Fondazione mondiale prevenzione e ricerca dell’Aids presieduta dal Nobel Luc Montagnier.

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