Moto Guzzi in crisi: l’allarme nella sede storica di Mandello

Il mercato delle moto di grandi cilindrate in Europa sta soffrendo a causa della crisi economica. E Moto Guzzi, marchio storico se non mitico, non fa eccezione. Il calo di vendite del settore raggiunge nel continente il 30%. E in Italia la situazione dà luogo a non poche preoccupazioni tra i lavoratori del settore. A Mandello del Lario, piccolo comune del Lecchese, i 150 addetti della Guzzi, appartenente alla galassia Piaggio di Roberto Colaninno, sono in cassa integrazione. I «numeri» non sono confortanti. Si vendono all’incirca 7mila moto con la storica aquila, molto meno rispetto al break even fissato oltre quota 10mila.
Per tutti questi motivi il sindaco di Mandello, Riccardo Mariani, ha chiesto e ottenuto un incontro urgente con i dirigenti di Pontedera che si svolgerà lunedì a Milano. Il timore delle istituzioni riguarda un trasferimento degli impianti a Noale (sede dell’Aprilia). Se non addirittura all’estero. «Ogni ipotesi di trasferimento produttivo – dice Mariani - per un comune piccolo come il nostro sarebbe drammatica. Basti pensare che fino al 2004, quando l’azienda è entrata a far parte del gruppo attuale, contava ancora 300 dipendenti. Siamo preoccupati e chiederemo – continua Mariani – durante l’incontro a Milano, di avere una prospettiva certa sul futuro della fabbrica». Riflessioni che non potranno fare a meno dei dati prossimi di mercato di Guzzi. «Sappiamo della crisi che attanaglia il settore quest’anno – prosegue Mariani – ma per tale ragione chiederò, insieme a Riccardo Nava, presidente della Provincia, che l’azienda sospenda qualsiasi soluzione sino almeno il 2010. Cioè fino a quando ci potrebbero essere segnali di ripresa indicati da tutti gli osservatori».
Il gruppo Piaggio, sentito dal Giornale sulla possibile chiusura di Mandello, aspetta l’incontro di lunedì prima di esprimersi. Di certo, finora, non ha mai detto di voler chiudere o trasferire lo stabilimento lariano e, anzi, ha da poco investito 12 milioni per ammodernarlo e rinfrescare la gamma Guzzi. E da ambienti aziendali trapela che Mandello Lario non verrà chiuso. Si vedrà. Certo è che, qualora fossero fondati i timori del primo cittadino, un trasferimento della produzione dalla storica sede sarebbe un fatto epocale: come se la Ferrari decidesse di non produrre più a Maranello. «Vogliamo attirare per questo motivo – afferma Mariani – l’attenzione dell’opinione pubblica, organizzando per il prossimo 19 settembre un moto raduno di tutti i guzzisti del mondo, con partenza da Mandello, che potrebbe essere definito un “moto di protesta”». Inoltre «abbiamo costituito un’associazione tra una ventina di città sedi di stabilimenti motoristici: la “Città dei motori”. Nata per fini turistici, potremmo ora riconvertire l’iniziativa per dialogare con le istituzioni nazionali».

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