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Formula videogioco

A Melbourne tra energia da dosare, sorpassi a intermittenza e strategie discutibili (Ferrari), vince Russell ed emergono Kimi e una Rossa meno peggio del previsto

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La nuova Formula 1 è un bel caos, neppure tanto organizzato. Un videogioco di quelli in cui si rischia di rimanere senza vita proprio sul più bello. In meno di 90 minuti di gara vi si può trovare di tutto. Chi si schianta ancora prima di partire (Piastri); chi parte molto meglio degli altri (Leclerc e Hamilton) e sembra la Brignone tra le porte; chi gioca a tira e molla sfruttando l'energia che viene e che va (Russell e Leclerc) con sorpassi e controsorpassi autentici come le labbra di certe dive; chi sbaglia la partenza, si ritrova settimo, ma poi risale la corrente (Antonelli); chi sbaglia in prova (non solo per colpa sua), finisce in cantina al 20° posto e risale fin quasi all'attico (Verstappen); chi sbaglia strategia non cambiando gomme in regime di Virtual Safety Car (Ferrari), ah no questo capitava anche prima; chi debutta travestendosi da esperto (Lindblad); chi si scorda di essere il campione del mondo (Norris); chi dà spettacolo con gomme da qualifica, poi si ferma ai box una ventina di minuti e riparte (Alonso); chi festeggia i primi punti già al debutto (Bortoleto e l'Audi). Tutto questo e altro ancora nel primo gran premio della nuova era, che è stato certamente più avvincente delle qualifiche, ma è sembrato ancora molto artificiale, troppo dipendente dall'energia a disposizione dei piloti, piuttosto che al loro talento. Qualcosa che non è ancora Formula 1 e va rivisto su altre piste, magari con l'aiuto di grafiche esplicative. Per ora la colonna sonora perfetta sarebbe la canzone portata da Dito nella piaga al Festival di Sanremo: Fastidio. Perché certe cose, come i piloti che all'improvviso devono smettere di accelerare in pieno rettilineo, sono davvero fastidiose.

In tutto questo ci sono stati due segnali incoraggianti dietro a George Russell, che magari un giorno, quando smetterà di lamentarsi di ogni manovra degli avversari (ieri ce l'aveva con Leclerc), diventerà pure simpatico: la prestazione di Kimi Antonelli e quella della Ferrari. Kimi ha tenuto botta in un weekend cominciato male con il crash in Fp3 e proseguito malissimo con un pattinamento olimpico su ghiaccio al via della gara. È stato super in qualifica e poi nella rimonta in gara. Sarà bello vederlo lottare con Russell in un weekend in cui potrà trovare l'assetto giusto della sua Mercedes. Di lui possiamo fidarci. E in fin dei conti, anche se Leclerc ha chiuso a 15515 da Russell, possiamo credere anche in una Ferrari che in gara è sembrata più viva che in qualifica, andando oltre la grande partenza. È ancora indietro, ma forse non sarà solo un'illusione.

E soprattutto sembra essere tornato anche Hamilton, cosa che non pareva scontata. Si replica subito in Cina anche con una Sprint, dove arrivò l'unica fiammata di Lewis un anno fa. Vale un'altra sveglia notturna. Sempre che non sia solo un'illusione.

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