Dopo il trionfo in Thailandia, l’Aprilia riesce a fare ancora meglio, mettendo due centauri sui primi due gradini del podio nel Gran Premio del Brasile accorciato di otto giri per le condizioni precarie del tracciato di Goiania. Dopo il secondo posto nelle qualifiche, Marco Bezzecchi parte alla grande dimostrando che, almeno in questo momento, ne ha più di tutti. Alle sue spalle il ducatista Fabio Di Giannantonio battaglia a lungo con il campione del mondo Marc Marquez.
Entrambi, però, vengono beffati dal rinato Jorge Martin, che si lancia all’inseguimento del compagno di team. Il cannibale spagnolo deve accontentarsi del quarto posto, rischiando nel finale di perdere la posizione nei confronti dello scatenato Ogura e del fratello Alex. Ennesima gara da dimenticare per Pecco Bagnaia: dopo essere partito nelle retrovie, prova a rimontare ma incappa in una scivolata nelle prime battute.
Bezzecchi se ne va subito
Dopo i tanti ritardi dovuti alla voragine apertasi nella pista, quando i centauri della MotoGp scendono sul tracciato di Goiania la speranza è che non ci siano intoppi di sorta. I dubbi di molti sulla tenuta dell’asfalto brasiliano sono confermati a pochi minuti dalla bandiera verde: gara ridotta di otto giri per rischio di “degradazione della pista”, in particolare tra la curva 11 e la 12. 23 giri invece di 31 riducono il tempo per le strategie e si capisce subito che questo Gran Premio del Brasile sarà una lotta coltello tra i denti. A partire meglio di tutti è Bezzecchi, che riesce a mettersi dietro sia Di Giannantonio che Marc Marquez: se l’Aprilia del romagnolo prova subito a prendere il largo, il campione del mondo della Ducati non ci pensa nemmeno a lasciarlo andare.
Lo spagnolo si libera in un giro del rivale romano e prova a riprenderlo subito: alle sue spalle, rimonta clamorosa di Pedro Acosta dopo una qualifica da dimenticare mentre Pecco Bagnaia perde ulteriormente posizioni ed è 14° dopo neanche tre giri. Acosta di libera anche di Martin ed è quarto mentre Bezzecchi ha circa 7 decimi di vantaggio da gestire nei confronti del leader della Ducati. A 19 giri dalla fine il portabandiera dell’Aprilia mette il giro veloce, allungando nei confronti di Marquez a quasi due secondi mentre Martin riesce a scavalcare Acosta e mettersi alla ruota di Di Giannantonio.
Duello Marquez-Diggia, Pecco ko
Al giro successivo Marquez inizia a guardarsi indietro con preoccupazione, visto che Diggia e Martin gli sono ormai negli scarichi. Il nervosismo gioca un brutto scherzo al campione del mondo che va lungo in staccata: i due rivali non si fanno ripetere due volte l’invito e lo scavalcano agilmente. A 13 giri dalla bandiera a scacchi, Bezzecchi gestisce i quasi due secondi di vantaggio sul compagno di team, che non riesce a scrollarsi di dosso un coriaceo Di Giannantonio. Molto meno tranquilla la guida di Marc Marquez, che sembra un po’ in difficoltà in questa fase della gara, animata dalla bandiera gialla sventolata quando cadono a terra in rapida successione sia Pecco Bagnaia che Mir.
La breve pausa fa bene al campione del mondo, che tallona da vicino Diggia mentre il duo Aprilia sembra in grado di controllare la situazione. Se Bezzecchi apre un po’ di luce su Martin, Marquez e Diggia devono guardarsi dalla rimonta di Pedro Acosta e dall’altra Aprilia di Ogura, che sta rapidamente avvicinandosi al terzetto alle spalle dei battistrada.
A quattro giri dalla fine Marquez trova il varco giusto per conquistare il podio virtuale ma i rivali rimangono sempre a distanza di tiro: molto più lontane le due moto della casa di Noale, nettamente superiore alla concorrenza sul tracciato brasiliano. Il finale del Gp del Brasile vive del duello tra i due ducatisti per il gradino più basso del podio, con il centauro romano che ha la meglio.