«Mourinho mi vuole bene e io più forte di Ronaldo»

Ha concluso l’intervista alle Iene (stasera alle 21.10 su Italia 1) scommettendo una cena sulla convocazione ai Mondiali («E se vinciamo ne pago io 40»). Prima, però, SuperMario Balotelli ha parlato di tutto: dai rapporti con Mourinho ai consigli di Cassano, dalla mamma («Vado fuori di testa quando non mi fa parlare al telefono, mamma fammi controbattere!») ai cori razzisti.
IO E MOURINHO «A me ha preso molto bene, però, appunto perché mi ha preso molto bene litighiamo spesso». E poi: «Tra di noi non sempre fila tutto liscio, però mi vuole bene».
IO E I CORI RAZZISTI «Io sono italiano e cercano di prendersela su questa cosa della pelle, ma io sono italiano, loro lo sanno. Quale è la soluzione? Non lo so mica... io sono una parte piccola di questo mondo. Non posso cambiarlo. Non dico che sarà sempre così, però comunque credo che stia migliorando. Anche se dall'inizio alla fine mi fanno queste cose, io non mi fermerei. Se invece li fanno ad un altro giocatore e lui vuole fermarsi, se avessi il potere allora fermerei le partite o farei giocare a porte chiuse. Comunque, secondo me è solo un modo per intimidire».
IO E CASSANO «Mi ha dato dei consigli l'anno scorso o due anni fa. Era il periodo in cui non giocavo. Mi diceva di stare tranquillo, che sto in una grande società, che il mister mi vuole bene e mi diceva che gli sarebbe piaciuto giocare con me, così mi avrebbe messo a posto lui».
IO E I VIDEOGIOCHI «Sono troppo forte. In questi ultimi tempi sono imbattibile. Chi vuole giocare contro di me alla playstation ha già perso. Sono troppo forte, mi meraviglio anch’io. Lì sì che sono un genio, sono più forte lì che in campo».
IO E CRISTIANO RONALDO «Gli ho chiesto la sua maglietta e lui mi ha detto “Guarda, la devo già dare ad un altro”. Gli ho risposto: “Io divento più forte di te”».
IO E IL CHELSEA «Se pensiamo a noi stessi, a come siamo forti, perché dobbiamo pensare agli altri? Se pensiamo a quanto siamo forti, come facciamo bene in Italia... Li mangiamo tutti secondo me... tutti».
IO E I MIEI GOL «Li riguardo per vedere i movimenti dei miei compagni. A volte succedono cose da ridere. Quando ho fatto l'assist a Eto’o, quando lui ha tirato c'era Maicon 20 metri più indietro: era così concentrato che ha tirato pure lui...».